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Dalla crisi di giovedì sera, Eugenio non si era più alzato dal letto. Il letto è diventato la sua sala da pranzo, il suo bagno, il suo salotto.

Onestamente, all’inizio, non sapevamo quando, e nemmeno se, sarebbe riuscito nuovamente a camminare, se le gambe avrebbero retto, se i gesti sarebbero stati coordinati.

Anche i medici poco si sono pronunciati, tutto dipende dai danni procurati dalla crisi e dall’eventuale progredire della malattia.

Questa mattina, durante il consueto giro, le dottoresse ci hanno informato che oggi pomeriggio Eugenio non avrebbe fatto la risonanza qui a Perugia; la farà direttamente giovedì a Roma, al Bambino Gesù, come già in programma. Ciò concordato sempre in accordo con la dottoressa Cacchione, che con lo staff del Bambino Gesù sta monitorando passo passo tutti gli eventi di questi giorni riguardanti Eugenio

Il programma prevede un graduale passaggio alla terapia medica per bocca, abbandonando quindi flebo e fiale varie (cortisone, anti-epilettici, protezione gastrica) e anche una verifica fisioterapica.

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Poco ci ha spaventato (a me e a Remigio) la terapia; già abbiamo avuto modo di verificare che Eugenio riesce ad ingoiare tutto senza problemi. Tanto ci ha messo in apprensione invece la seduta con il fisioterapista. Pensare che Eugenio avrebbe potuto non avere il controllo dei passi, che avrebbe potuto non sentire il peso del proprio corpo, beh, ci ha fatto vivere attimi di panico.

Alle 11.30 arriva il fisioterapista, Flavio. La mascherina poco ci ha fatto vedere del suo viso, ma gli occhi e il tono di voce hanno dato l’idea di un uomo deciso e dolce al tempo stesso, molto professionale. Procede prima ad una verifica a letto dei movimenti di Eugenio, se avverte di essere toccato, di essere tastato, dei movimenti guidati dei suoi arti. Noi seguiamo con apprensione e gioiamo ogni volta che Eugenio “da la risposta giusta”.

Infine, la prova del nove. “Ora ti metti in piedi”

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Eugenio finalmente in piedi

Con gesti fermi fa ruotare Eugenio sul letto, facendolo sedere con i piedi penzoloni. La schiena regge il peso del corpo, bene, procediamo. Flavio si mette di lato ad Eugenio, lo prende per mano e lo invita ad alzarsi. Non avete idea di cosa è passato nella nostra mente… tutto e il contrario di tutto. Eugenio fa forza sui piedi, piantati a terra, e… si alza! e si regge bene sulle gambe! Si, barcolla un pò, la testa gira tanto, non è completamente autonomo, ma muove qualche passo!

Per noi è una gioia immane!

Flavio ci rassicura, dicendo che con degli esercizi mirati migliorerà molto la stabilità. Ci invita a far poltrire poco Eugenio a letto, dobbiamo stimolarlo a fare piccoli passi, farlo sedere in poltrona, insomma a riprendere gradatamente il controllo dei suoi passi.

Flavio, non aspettiamo altro, vedere il nostro guerriero ritornare a muoversi da solo!

Eugenio seduto in poltrona

Alle 17 ci viene a trovare frà Enrico, uno dei quattro francescani che prestano servizio spirituale in ospedale: la dolcezza, e la saggezza, del suo parlare ci ha confortati, illuminati, rassicurati, riscaldati.

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Ci ha raccontato la storia di Vittorio Trancanelli, medico di questo ospedale, che tanti miracoli ha già compiuto. Leggete la sua biografia cliccando qui

Vittorio Trancanelli
Vittorio Trancanelli

Ad oggi il dottor Vittorio Trancanelli è Venerabile, leggi anche questo articolo, cliccando qui

Ma la cosa che più ci ha lasciati esterrefatti, colpiti, affascinati è che noi siamo arrivati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia il giorno 2 luglio 2020, esattamente 3 anni dopo che i resti del venerabile Vittorio Trancanelli sono stati esumati dal cimitero di Cenerente, e sono stati traslati nella chiesa parrocchiale. Dal 2 luglio 2017, in attesa del giorno non lontano della sua glorificazione, riposano nella cappella dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia a Perugia.

Nella nostra storia continuano ad esserci tante “coincidenze”, date che si accavallano, eventi strani…

Come sempre, grazie per averci prestato attenzione.

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