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Dragoni, in provincia di Caserta, non è un paese grande; se lo cercate su Google Maps vi rendete conto delle ridotte dimensioni.

Circa 2000 abitanti, purtroppo poco affiatati.

Come in tutte le piccole realtà, le simpatie e gli odii si tramandano di generazione in generazione. Capita di ritrovarsi dei “nemici” ancora prima di nascere!

“Il padre di … ci ha fatto questo”, “la nonna di… era…”, “lo zio di…”, “quello ha fatto…” “quella ha detto…”, “in quell’occasione….” . Insomma, 2000 persone e tante storie, tanta “memoria” e tanti avi fin troppo presenti, possono rendere pesante la vita di tutti, figuriamoci a dei ragazzini di 13 anni!

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Remigio, vissuto sempre in città, non si è mai adattato a questo modus vivendi; io, per vita familiare, ho poco recepito queste abitudini. L’educazione che abbiamo trasmesso a Eugenio e a Francesca si è sempre basata su rispetto e condivisione, indipendentemente da chi fossero gli antenati dei loro amici, compagni di classe o conoscenti vari.

Devo dire che in questo momento storico per la nostra famiglia, questi insegnamenti trasmessi stanno dando i loro frutti.

Stiamo scoprendo, e riscoprendo, la vicinanza di tante persone, che senza timori o finzioni hanno manifestato il loro affetto ad Eugenio, a noi, la loro partecipazione alla nostra vicenda personale. Noi per rispetto ad Eugenio, per rispetto di tutti quanti voi che ci siete vicino e ci seguite con smisurato affetto e dedizione, abbiamo preferito da subito la chiarezza. Siete in tanti, che con sguardo sincero, con un abbraccio affettuoso, con una donazione, con un messaggio, state vivendo con noi l’evolversi della malattia di Eugenio. Tanti, ma non tutti.

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Ancora oggi, c’è chi vede la malattia, soprattutto se colpisce un giovane, come una specie di tabù. Non se ne parla, se non per commiserare il povero ammalato, per compassione di quanto sta accadendo alla famiglia. Si fanno supposizioni, si producono teorie, o si consigliano pozioni magiche. O ancora meglio, si fa finta di niente. Quando ci si incontra si gira la faccia, si continua imperterriti per la propria strada e con le proprie convinzioni.

Beh, cari miei, io sono contenta delle amicizie che abbiamo, di tutti quanti voi che senza maschere, senza “avi al seguito”, senza paure state manifestandoci affetto e vicinanza. Tutti voi ci rendete forti e ci rendete orgogliosi di abitare in un piccolo paese di 2000 anime.

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