Leggi e ascolta il Vangelo del giorno 9 febbraio 2026
Lunedì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- B. Anna Katharina Emmerick mistica, religiosa (1774-1824)
- B. Luís Magaña Servín laico messicano e martire († 1928)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Introdussero l’arca dell’alleanza nel Santo dei Santi e la nube riempì il tempio del Signore.
Dal primo libro dei Re
1Re 8,1-7.9-13
In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il settimo mese, durante la festa.
Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sol- levarono l’arca e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti.
Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità.
I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dal- la terra d’Egitto.
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse:
«Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura. Ho voluto costruirti una casa eccelsa,
un luogo per la tua dimora in eterno».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 131 (132)
R. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.
Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. R.
Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.
Vangelo di oggi 9 febbraio 2026
Quanti lo toccavano venivano salvati.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,53-56
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
Parola del Signore.
Il tocco che salva: In cammino con Eugenio
Il Vangelo di oggi ci descrive una scena di incredibile speranza: ovunque Gesù arrivasse, la gente portava i malati nelle piazze. Bastava un tocco, anche solo il lembo del suo mantello, per essere salvati. È un’immagine di una fede concreta, che non si accontenta di parole, ma cerca il contatto fisico con il Divino.
Quante volte, durante le lunghe giornate negli ospedali con Eugenio, abbiamo desiderato quel tocco fisico! Abbiamo pregato perché la mano del Signore si posasse su di lui. Ma col tempo, ho capito che quel mantello di Gesù è più grande di quanto pensiamo. Si manifestava nelle mani dei medici, nel calore di un abbraccio, nella forza inspiegabile che Eugenio trovava ogni mattina per sorridere nonostante tutto.

Anche se la guarigione del corpo non è arrivata come speravamo, la salvezza che Gesù dona è un tocco che guarisce l’anima dalla disperazione. Quando mi sento stanco o smarrito, ritorno con il cuore a quel “lembo del mantello” attraverso le nostre preghiere. È lì, nel silenzio dell’incontro con Lui, che sento la Sua presenza che mi dice: “Non temere, io sono qui”. Quel contatto non si è mai interrotto, e la luce di Eugenio ne è la prova più bella.
LE PAROLE DEL PAPA
«La folla cerca Gesù perché intuisce che in Lui c’è una forza che risana. Ma attenzione: non è magia, è fede. Quella gente credeva che anche solo sfiorarlo avrebbe cambiato la loro vita. Gesù si lascia toccare, non si tira indietro di fronte alle nostre miserie e alle nostre malattie. Egli è il Dio della vicinanza. Ancora oggi, Lui passa nelle nostre strade, nelle nostre case, nelle nostre sofferenze, e aspetta solo che noi tendiamo la mano per lasciarci guarire il cuore.» (Papa Francesco – Angelus, 27 giugno 2021)





