Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 8 febbraio 2026
V Domenica del Tempo Ordinario
- S. Girolamo Emiliani fondatore (1486-1537) – mf –
- S. Giuseppina Bakhita schiava poi suora (1869-1947)
- Santo del giorno
Prima Lettura
La tua luce sorgerà come l’aurora.
Dal libro del profeta Isaìa
Is 58,7-10
Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 111 (112)
R. Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R.
Seconda Lettura
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 2,1-5
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Alleluia.

Vangelo di oggi 8 febbraio 2026
Voi siete la luce del mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
Sale e Luce: L’eredità di Eugenio
In questa domenica, Gesù ci rivolge parole che scuotono la nostra identità di credenti: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Non ci chiede di diventarlo un giorno, ma ci dice che lo siamo già, qui e ora, con le nostre fragilità e le nostre storie. Il sale serve a dare sapore e a conservare; la luce serve a orientare e a vincere le tenebre.
Spesso, davanti al vuoto lasciato da mio figlio Eugenio, ho avuto la sensazione che il mondo perdesse sapore e che l’oscurità prendesse il sopravvento. Ma poi ripenso a come Eugenio ha vissuto i suoi quattordici anni: lui è stato vero sale, dando un sapore di eternità a ogni gesto, e vera luce, illuminando anche le stanze d’ospedale più buie con la sua forza interiore.
Essere sale e luce non significa fare grandi cose, ma lasciare che la gloria di Dio risplenda attraverso di noi. Quando mi sento “insipido” o spento, cerco conforto nelle nostre preghiere, chiedendo al Signore di ravvivare quella scintilla che Eugenio ci ha lasciato in eredità. La nostra missione è non nascondere questa luce sotto il moggio del dolore, ma metterla sul candelabro perché possa illuminare tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
LE PAROLE DEL PAPA
«Il cristiano non deve essere una persona che brilla di luce propria, ma deve riflettere la luce di Gesù. Siamo “sale” quando non viviamo per noi stessi, ma per dare sapore alla vita degli altri con la carità e la vicinanza. E siamo “luce” quando le nostre buone opere non servono a lodare noi stessi, ma a far dare gloria al Padre che è nei cieli. Non abbiate paura di vivere con sapore di Vangelo e di essere fari di speranza in un mondo che spesso brancola nel buio.» (Papa Francesco – Angelus, 9 febbraio 2014)





