Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 27 marzo 2026
Venerdì della V settimana di Quaresima
- S. Ruperto vescovo di Salisburgo in Baviera († 718)
- B. Francesco Faà di Bruno sacerdote e fond. (1825-1888)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 20,10-13
Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciàtelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 17 (18)
R. Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R.
Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti infernali;
già mi avvolgevano i lacci degli ìnferi,
già mi stringevano agguati mortali. R.
Nell’angoscia invocai il Signore,
nell’angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna. (Cf. Gv 6,63c.68c)
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo di oggi 27 marzo 2026
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,31-42
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”?
Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.
Vangelo del giorno 27 marzo 2026
Oggi il Vangelo ci mette davanti a una scena che si ripete spesso nella nostra vita: il tentativo di soffocare la verità con le pietre del pregiudizio. Gesù è lì, circondato da persone che hanno già deciso chi deve essere e cosa deve dire. Eppure, con una pazienza che scuote il cuore, Egli non risponde alla violenza con la violenza, ma invita a guardare i fatti, le “opere”.
Mi fermo a riflettere su questo: quante volte anche io alzo “pietre” contro gli altri o contro Dio stesso quando le cose non vanno come vorrei? Le pietre sono i miei giudizi affrettati, le mie chiusure, la mia incapacità di vedere oltre l’apparenza. Gesù ci sfida a guardare il bene che accade. Ci dice che se non riusciamo a credere subito alla sua parola, dovremmo almeno lasciarci interrogare dalla bellezza e dalla gratuità delle sue opere.
Il brano si chiude con un dettaglio che mi dà pace: Gesù si ritira al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni battezzava, e molti andarono da Lui e “credettero in lui”. C’è sempre un luogo, un momento di silenzio e di ritorno alle origini, dove la fede può rifiorire lontano dal rumore delle dispute. Chiedo oggi la grazia di abbassare le mie pietre e di avere occhi nuovi per riconoscere le opere del Padre nella mia quotidianità.
Pensieri dei Papi
Papa Francesco «Le opere di Gesù sono le opere del Padre. Egli non fa nulla per mettersi in mostra o per potere umano, ma tutto per amore. Spesso noi cerchiamo segni spettacolari, ma Gesù ci invita a riconoscere la presenza di Dio nella carità, nella cura dei malati, nel perdono. Sono queste le opere che parlano di Lui.»
Benedetto XVI «Nello scontro con i giudei, Gesù rivela la sua identità profonda: Egli è nel Padre e il Padre è in Lui. Questa unità non è solo un concetto teologico, ma si manifesta in un’azione che dà vita. Credere alle opere significa riconoscere che in Cristo è Dio stesso che agisce per la nostra salvezza.»
San Giovanni Paolo II «Gesù sfugge dalle mani di chi vuole lapidarlo perché la sua ora non è ancora giunta. Ma Egli non smette di chiamare alla fede. Anche nel deserto, al di là del Giordano, la Verità continua ad attirare i cuori sinceri. La fede nasce dall’incontro tra la nostra sete di verità e le opere meravigliose che Dio compie per noi.»





