Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 23 febbraio 2026
Lunedì della I settimana di Quaresima
- S. Policarpo vescovo e martire (memoria)
- S. Giuseppina Vannini vergine e fondatrice (1859-1911)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Giudica il tuo prossimo con giustizia.
Dal libro del Levìtico
Lv 19,1-2.11-18
Il Signore parlò a Mosè e disse:
«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.
Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.
Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d’un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 18 (19)
R. Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia roccia e mio redentore. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Ecco ora il momento favorevole,
ecco ora il giorno della salvezza! (2Cor 6,2b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Vangelo di oggi 23 febbraio 2026
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore.

Il volto di Dio nei piccoli: Il riflesso di Eugenio
Le parole di Gesù oggi sono di una chiarezza disarmante: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Non verremo giudicati sulle nostre teorie o sulle grandi parole, ma su quanto amore abbiamo saputo dare nel concreto: un pezzo di pane, un bicchiere d’acqua, una visita a chi è malato o in carcere. Dio si nasconde nelle piaghe dell’umanità.
In questi anni ho imparato che uno di quei “piccoli” era proprio mio figlio Eugenio. Nel suo letto di dolore, nei momenti di fragilità estrema, era Gesù stesso a chiederci amore attraverso di lui. Servire Eugenio, stargli vicino, accogliere la sua sofferenza con tenerezza è stato come servire il Signore. Ma il miracolo è stato reciproco: anche Eugenio, nella sua malattia, si è fatto “prossimo” per noi, donandoci una profondità di cuore che non avremmo mai scoperto altrimenti.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo al Signore di aprirmi gli occhi. Non voglio passare accanto a chi soffre senza accorgermi che lì c’è il volto di Cristo. Ogni gesto di carità che facciamo nel nome di mio figlio è un modo per onorare quella presenza divina che ha brillato in lui. Il Paradiso non è un luogo lontano, ma è il traguardo di ogni passo fatto con amore verso l’altro.
IL MAGISTERO DEI PAPI
«Il protocollo su cui verremo giudicati è l’amore concreto. Gesù non ci chiede se abbiamo studiato teologia, ma se abbiamo dato da mangiare a chi aveva fame. Egli ha scelto di identificarsi con gli ultimi: ogni volta che ci chiniamo su una ferita, ci stiamo chinando su Dio stesso. Non abbiate paura della carne di Cristo che soffre nei poveri e nei malati.» — Papa Francesco (Omelia a Santa Marta)
«La carità non è un semplice sentimento, ma è l’irruzione del divino nella nostra storia. Dio è amore, e chiunque ama conosce Dio. Nel volto del sofferente risplende il volto del Figlio di Dio che ha preso su di sé la nostra povertà per arricchirci con la Sua grazia. La misura dell’uomo si vede da come tratta chi non può ricambiare.» — Papa Benedetto XVI (Enciclica Deus Caritas Est)
«Cristo è presente in ogni uomo che soffre. Il dolore non è mai solo un peso, ma è una chiamata alla solidarietà e alla preghiera. Beati voi che sapete scorgere nel malato e nel piccolo la presenza misteriosa del Salvatore: la vostra ricompensa sarà grande nei cieli, perché avete amato Dio nella carne dei fratelli.» — San Giovanni Paolo II (Discorso ai malati)





