«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo»: scopriamo il segreto dell'eternità nel Vangelo del giorno 23 aprile 2026.
Attirati dal Padre: la via della vita nel Vangelo del giorno 23 aprile 2026.
Giovedì della III settimana di Pasqua
- S. Giorgio tribuno militare e martire († ca. 303)
- B. Maria Gabriella Sagheddu trappista (1914-1939)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?
Dagli Atti degli Apostoli
At 8,26-40
In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa.
Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.
Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: “Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita”.
Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.
Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunùco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunùco, ed egli lo battezzò.
Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 65 (66)
R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui gridai con la mia bocca,
lo esaltai con la mia lingua. R.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. (Gv 6,51)
Alleluia.
Vangelo di oggi 23 aprile 2026
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,44-51
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Nel brano di Giovanni (6,44-51), Gesù prosegue la Sua rivelazione profonda sul “Pane della Vita”. Egli introduce un concetto fondamentale: la fede non è solo un’iniziativa umana, ma una risposta all’azione di Dio. “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”. La meditazione di oggi si concentra su questa “attrazione” divina, una forza d’amore sottile che tocca il cuore dell’uomo e lo spinge a cercare Cristo. Questa attrazione passa attraverso l’ascolto e l’apprendimento dal Padre: “Qualunque ha udito il Padre e ha imparato, viene a me”.
Gesù si presenta come il compimento di questa rivelazione. Egli è il “pane vivo, disceso dal cielo”, un pane che, a differenza della manna del deserto, dona la vera vita, la vita eterna. Questo Pane non è un simbolo astratto, ma la Sua stessa Carne, offerta “per la vita del mondo”. La fede consiste nel lasciarsi “attirare”, nell’ascoltare la Sua Parola, nell’apprendere la Sua logica e nel nutrirsi di Lui, il Pane che ci tiene uniti alla fonte della Vita che non muore mai.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: “Lasciamoci attirare dal Padre! Questo significa aprire il cuore all’azione dello Spirito, ascoltare la Sua voce che ci parla nelle Scritture e negli eventi della vita. Gesù è il Pane Vivo che ci nutre di questa vita divina; credere in Lui non è un’idea, ma è entrare in comunione con un Dio che ci ama e ci attira a Sé, per non farci perdere nulla.”
- Benedetto XVI: “L’eternità non è un tempo senza fine, ma l’immersione nell’amore di Dio, una volontà che vuole solo la nostra pienezza. Gesù ci insegna che questo cammino inizia qui, nell’accoglienza di Colui che è sceso dal cielo come Pane Vivo. Chi mangia di Lui riceve il pegno della vita eterna, perché entra nell’amore che vince la morte.”
- San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura di ascoltare il Padre che vi parla! Cristo è il Pane Vivo che vi dà la forza per camminare verso la Patria eterna. L’Eucaristia è il dono più grande, il nutrimento per non stancarsi. Chi mangia di questo Pane, vive per sempre. Egli non ci perderà mai, se noi restiamo uniti a Lui.”






