Gesù cammina con apostoli
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Oggi è il giorno:
Venerdì 30 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 22 gennaio 2026

Giovedì della II settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Saul cercava di colpire Davide, ma egli sfuggì a Saul.

Dal primo libro di Samuèle (1Sam 18,6-9; 19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Saul ha abbattuto i suoi mille, Davide i suoi diecimila». Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava Davide con sospetto.

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Saul parlò a Giònata, suo figlio, e a tutti i suoi ministri della sua intenzione di uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta’ in guardia domani mattina, sta’ in un luogo nascosto e non farti vedere».

Salmo Responsoriale (Dal Sal 55)

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R. In Dio confido, non avrò timore.

Pietà di me, o Dio, perché l’uomo mi calpesta, tutto il giorno un combattente mi opprime. Tutto il giorno mi calpestano i miei nemici, numerosi sono quelli che mi combattono. R.

Nel giorno della paura, io confido in te. In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? R.

I miei passi vaganti tu li hai numerati, nel tuo otri raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro? Allora ripiegheranno i miei nemici, nel giorno in cui ti avrò invocato. R.

Io so che Dio è per me. In Dio, di cui lodo la parola, nel Signore, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? R.

Vangelo di oggi 22 gennaio 2026 (Mc 3,7-12)

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,7-12)

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli, si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, avendo udito quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli che gli fosse tenuta pronta una barchetta, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Cercare Gesù nella folla della vita

Il Vangelo di oggi ci mostra una folla immensa che preme su Gesù. Persone che arrivano da ogni dove, spinte dal bisogno di guarigione, dal desiderio di toccare anche solo un lembo della sua veste. C’è un’urgenza quasi fisica nel cercare il Signore quando il dolore o la malattia stringono la vita.

Anche noi, con Eugenio, siamo stati parte di quella folla. In ospedale, nei corridoi dei reparti oncologici, vedi centinaia di persone che cercano una “guarigione”. Ma Eugenio ci ha insegnato qualcosa di più profondo: non cercava Gesù solo per essere guarito nel corpo, ma per stare con Lui sulla “barchetta”.

Mentre la folla lo spingeva, Gesù cercava il silenzio e il distacco per poter parlare ai cuori. Eugenio, pur nel frastuono della sua battaglia, trovava quel silenzio nella preghiera. Lui aveva capito, come gli spiriti impuri ma con la purezza del cuore, che Gesù è davvero il “Figlio di Dio”. E questa consapevolezza gli dava una pace che superava ogni farmaco.

Oggi chiediamo al Signore la grazia di non essere solo folla che preme per ricevere, ma discepoli che sanno stare con Lui sulla barca, pronti ad ascoltare la sua voce anche quando il mare della vita è agitato.

Vangelo del giorno 22 gennaio 2026
Vangelo del giorno 22 gennaio 2026: Lettura e Riflessione

LE PAROLE DEI PAPI

Gesù che va incontro all’umanità ferita ci manifesta il volto del Padre. Può darsi che dentro di noi ci sia ancora l’idea di un Dio distante, freddo, indifferente alla nostra sorte (…); al contrario, è un Padre pieno d’amore che si fa vicino, che visita le nostre case, che vuole salvare e liberare, guarire da ogni male del corpo e dello spirito. Dio sempre è vicino a noi. L’atteggiamento di Dio si può dire in tre parole: vicinanza, compassione e tenerezza. Dio che si fa vicino per accompagnarci, tenero, e per perdonarci. Non dimenticate questo: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è l’atteggiamento di Dio. (…)Guardiamo, allora, al cammino di Gesù e ricordiamoci che il nostro primo lavoro spirituale è questo: abbandonare il Dio che pensiamo di conoscere e convertirci ogni giorno al Dio che Gesù ci presenta nel Vangelo, che è il Padre dell’amore e il Padre della compassione. Il Padre vicino, compassionevole e tenero. E quando scopriamo il vero volto del Padre, la nostra fede matura: non restiamo più “cristiani da sacrestia”, o “da salotto”, ma ci sentiamo chiamati a diventare portatori della speranza e della guarigione di Dio. (Francesco –  Angelus, 4 febbraio 2024)

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