Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 21 febbraio 2026
Sabato dopo le Ceneri
- S. Pier Damiani card. e Dottore della Chiesa (1006-1072)
- B. Maria Enrica Dominici madre superiora (1829-1894)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Se aprirai il tuo cuore all’affamato, brillerà fra le tenebre la tua luce.
Dal libro del profeta Isaìa
Is 58,9b-14
Così dice il Signore:
«Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
La tua gente riedificherà le rovine antiche,
ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
e restauratore di strade perché siano popolate.
Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
e venerabile il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
di sbrigare affari e di contrattare,
allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò montare sulle alture della terra,
ti farò gustare l’eredità di Giacobbe, tuo padre,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 85 (86)
R. Mostrami, Signore, la tua via.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. R.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia. R.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore,
ma che si converta dalla sua malvagità e viva. (Ez 33,11)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo di oggi 21 febbraio 2026
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,27-32
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Parola del Signore.
Uno sguardo che rialza: La forza della chiamata con Eugenio
Il brano di oggi ci mostra Gesù che passa e posa lo sguardo su Levi, un esattore delle tasse, un uomo ai margini del cuore della gente. Gesù gli dice solo due parole: «Seguimi». E Levi, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Gesù spiega poi il senso della sua missione: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Questo sguardo di Gesù, capace di vedere oltre le apparenze e le etichette, è lo stesso che ho visto risplendere negli occhi di mio figlio Eugenio. Nel tempo della prova, quando il corpo era segnato dalla malattia, lo spirito di Eugenio è rimasto saldo in quella chiamata. Lui non si è sentito un “malato” abbandonato, ma un chiamato a una missione speciale. Ha saputo alzarsi ogni giorno, non fisicamente forse, ma con il cuore, per seguire il Signore su una strada difficile, trasformando la sua sofferenza in un banchetto di fede per tutti noi.
Nelle mie preghiere, chiedo al Signore di donarmi lo sguardo di Levi: la prontezza di lasciare i miei dubbi e le mie pesantezze per seguirLo. Eugenio ci ha insegnato che non importa quanto ci sentiamo fragili o “ammalati” nello spirito; Dio passa, ci guarda e ci chiama per nome, facendoci sentire figli amati e mai soli.
IL MAGISTERO DEI PAPI
«Gesù non ha paura di toccare le nostre ferite e le nostre povertà. Egli è il medico che viene a cercarci proprio dove ci sentiamo più perduti. La chiamata di Levi ci insegna che nessuno è escluso dall’amore di Dio: la nostra fragilità non è un ostacolo, ma il luogo dell’incontro con la Sua misericordia.» — Papa Francesco (Angelus)
«Il Signore chiama ciascuno di noi in modo unico. La risposta di Levi è la risposta della libertà che riconosce la Verità. Non è necessario essere perfetti per seguire Gesù; è necessario sentirsi bisognosi della Sua grazia. È nel riconoscimento della nostra povertà che si apre la porta alla gioia della salvezza.» — Papa Benedetto XVI (Riflessione spirituale)
«Non abbiate paura di spalancare le porte a Cristo! Egli sa cosa c’è nel cuore dell’uomo. Come ha chiamato Levi dal banco delle imposte, così chiama oggi ciascuno di voi dalle vostre fatiche e dai vostri dolori. SeguirLo significa trovare il senso pieno della vita, un senso che non muore mai.» — San Giovanni Paolo II (Discorso ai fedeli)





