Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 20 febbraio 2026
Venerdì dopo le Ceneri
- S. Eleuterio di Tournai (B) vescovo (456-531)
- SS. Francisco e Jacinta Marto veggenti di Fatima nel 1917
- Santo del giorno
Prima Lettura
È forse questo il digiuno che bramo?
Dal libro del profeta Isaìa
Is 58,1-9a
Così dice il Signore:
«Grida a squarciagola, non avere riguardo;
alza la voce come il corno,
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
Mi cercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:
“Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?”.
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 50 (51)
R. Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
e il Signore sarà con voi. (Cf. Am 5,14)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo di oggi 20 febbraio 2026
Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,14-15
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.
La Gioia della Presenza: Il Cuore Accanto a Eugenio
Il Vangelo di oggi ci parla di un tempo di festa: finché lo Sposo è con gli invitati, non si può digiunare. Gesù ci ricorda che la fede non è solo sacrificio o rinuncia, ma è anzitutto gioia per la Sua presenza tra noi. La penitenza ha senso solo quando ci aiuta a desiderare di più questo incontro, a prepararci per quando lo Sposo sembra lontano.
Penso spesso alla gioia che mio figlio Eugenio riusciva a trasmettere, anche nei giorni più difficili. Nonostante il peso della sua “croce”, il suo spirito era quello di un invitato alla festa del Signore. La sua vita è stata un invito a non restare fermi al dolore del “digiuno”, ma a riconoscere che Gesù, lo Sposo, era lì con lui, ogni istante. Eugenio non aspettava che la sofferenza finisse per sorridere; sorrideva perché sentiva Dio accanto a sé.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo al Signore la grazia di non vivere la mia fede come un peso o un insieme di doveri, ma come la consapevolezza che Lui è presente. Anche se ora viviamo il tempo della mancanza fisica di Eugenio, lo “Sposo” resta con noi e ci assicura che il legame d’amore non si spezza mai. La vera gioia è sapere che mio figlio è già a quel banchetto eterno e che noi, pur tra le fatiche di quaggiù, camminiamo verso quella stessa luce.
LE VOCI DEI PAPI
«Il digiuno cristiano non è una dieta, né una semplice pratica esteriore. È un modo per ricordare a noi stessi che solo Dio sazia la nostra fame profonda. Ma la caratteristica del cristiano è la gioia: la gioia di sapere che lo Sposo è con noi, che la morte non ha l’ultima parola e che ogni nostra lacrima è raccolta nelle Sue mani.» — Papa Francesco (Meditazione mattutina)
«In Cristo, Dio ha celebrato le Sue nozze con l’umanità. La nostra fede è questa festa nuziale. Anche quando attraversiamo il deserto della prova e del silenzio di Dio, non dobbiamo dimenticare che lo Sposo è fedele. La nostra speranza si fonda su questa certezza: Colui che abbiamo amato e che ci ha amati è vivo e ci attende.» — Papa Benedetto XVI (Omelia per la Quaresima)
«Non siate tristi come quelli che non hanno speranza! La presenza di Cristo tra noi trasforma il lutto in danza e il digiuno in banchetto. Portate nel mondo il profumo della gioia cristiana, quella gioia che nasce dall’incontro con il Risorto e che nessuno, neanche il dolore più grande, potrà mai rapirvi.» — San Giovanni Paolo II (Messaggio ai giovani)





