Leggi ed ascolta il Vangelo del giorno 14 febbraio 2026
Santi Cirillo monaco e Metodio vescovo, Patroni d’Europa, festa
- SS. Cirillo e Metodio Compatroni d’Europa (festa)
- B. Vicente Vilar David ingegnere e martire (1889-1937)
- Santo del giorno
Oggi ricordiamo anche San Valentino
Prima Lettura
Noi ci rivolgiamo ai pagani.
Dagli Atti degli Apostoli
At 13,46-49
In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
“Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 116 (117)
R. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. R.
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Lc 4,18cd)
Alleluia.

Vangelo di oggi 14 febbraio 2026
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-9
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Parola del Signore.
Il Sospiro di Gesù e la Fede senza Segni: In cammino con Eugenio
Il Vangelo di oggi ci mostra un Gesù amareggiato: i farisei Gli chiedono un segno dal cielo per metterlo alla prova, ma Lui risponde con un sospiro profondo che viene dal cuore. Gesù soffre per la cecità di chi non sa vedere i segni che Dio ha già seminato nella vita di ogni giorno.
Quante volte anche io, nel buio della malattia di Eugenio, ho cercato un segno straordinario. Eppure, oggi capisco che il “segno” più grande era proprio lui: la sua forza nel portare la croce, la sua capacità di sorridere nonostante il dolore, la pace che emanava. Non c’era bisogno di un miracolo dal cielo per capire che Dio era lì, seduto accanto a lui sul letto d’ospedale.
Attraverso le nostre preghiere, impariamo a non chiedere prove, ma a chiedere occhi nuovi. Eugenio non ha preteso segni, si è fidato. E in quella fiducia totale ha trovato la sua santità.
IL MAGISTERO DEI PAPI
«La fede non è una sottomissione a un sistema, ma una relazione personale con Cristo. Dio non ci dà segni magici, ci dà Suo Figlio. La prova della nostra fede è la nostra capacità di amare anche quando tutto sembra silenzio.» — Papa Paolo VI (Meditazione generale)
«Il mondo ha bisogno di testimoni più che di maestri. Cristo non si rivela attraverso prodigi che costringono l’intelligenza, ma attraverso la carità che conquista il cuore. Non cercate segni lontani, cercateLo nel fratello che soffre.» — San Giovanni XXIII (Pensieri spirituali)
«In ogni sofferenza umana c’è un mistero che la ragione da sola non può svelare. Solo la fede ci permette di vedere nel dolore non un muro, ma un passaggio, una soglia oltre la quale Dio ci attende per abbracciarci.» — San Giovanni Paolo II (Salvifici Doloris)





