Gesù le beatitudini
Calendario
Lettura: 7 min
Ascoltiamo insieme

Leggi e ascolta il Vangelo del giorno 1 febbraio 2026

IV Domenica del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonìa
Sof 2,33,12-13

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre 
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi, 
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,12a)

Alleluia.

Vangelo del giorno 1 febbraio 2026

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Parola del Signore.

Vangelo del giorno 1 febbraio 2026
Vangelo del giorno 1 febbraio 2026

San Girolamo (347-420)

sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa

Lettera 129, 1-2; PL 22 

“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra” (Mt 5,5)

“Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi” (Sal 27,13) diceva Davide. Quali altri beni poteva cercare questo re; cosa poteva mancare a quest’uomo la cui potenza fu tale che le ricchezze da lui accumulate hanno riempito il figlio Salomone di cui alcuno ha superato l’opulenza nell’universo? Nella terra dei viventi, lui cercava “quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano” (1 Co 2,9).

“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra” (Mt 5,5) dice il Vangelo. (…) Davide, lui pure, diceva in un altro salmo: “Ricordati, Signore, di Davide, di tutte le sue fatiche” (Sal 132,1), e altrove: “Il Signore sostiene i poveri” (Sal 147,6. E noi nel Vangelo leggiamo: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29). E Mosè fu lui pure una figura di Cristo, lui che la Scrittura ci presenta come “un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra” (Nm 12,3).

Sì, la terra dei viventi è quella dove sono preparati i beni del Signore per i santi e per i miti. Prima della venuta di nostro Signore e Salvatore nella carne questi beni furono inaccessibili persino ad Abramo (…). La terra dei viventi, la terra delle ricchezze e dei beni di Dio, il primo Adamo l’aveva persa ed il secondo l’ha ritrovata o piuttosto il primo l’aveva persa ed il secondo l’ha restituita.

Le Beatitudini: Il cammino di luce di mio figlio Eugenio

Il brano del Vangelo di oggi (Mt 5,1-12a) ci porta sulla montagna, dove Gesù non detta nuove leggi, ma disegna il volto della vera felicità. Per me, queste non sono solo parole scritte in un libro sacro, ma sono la bussola che guida ogni mio passo da quando la nostra vita è cambiata per sempre.

Leggendo queste Beatitudini, il mio cuore torna costantemente a Eugenio. Ho visto la sua vita farsi carne in queste promesse. Quando Gesù dice “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”, sento risuonare la forza che abbiamo ricevuto per affrontare ogni prova, quella consolazione che non viene dagli uomini, ma direttamente dal Cielo.

Le Beatitudini sono il “documento d’identità” del cristiano, e mio figlio le ha abitate con una naturalezza disarmante. Essere “puri di cuore” o “poveri in spirito” significa fare spazio a Dio, proprio come ha fatto Eugenio, trasformando la sua sofferenza in un dono per tutti noi. La sua testimonianza mi insegna ogni giorno che la vera gioia nasce dalla certezza di essere nelle mani del Padre.

Ogni volta che recitiamo l’Angelus, sento che stiamo camminando insieme a lui verso Gesù. Questa pagina del Vangelo è un invito che rivolgo a me stesso e a tutti voi: non cerchiamo la felicità nelle cose che passano, ma nella luce della Resurrezione che abbiamo visto brillare negli occhi di Eugenio.

L’esempio di mio figlio continua a ricordarmi che siamo “beati” non perché siamo risparmiati dal dolore, ma perché siamo colmati dalla presenza di Dio. La sua presenza qui sul blog e nel profondo del mio cuore di padre continua a dirmi che il Regno dei Cieli è già tra noi, ogni volta che scegliamo di amare.

LE PAROLE DEI PAPI

«Le Beatitudini contengono la “carta d’identità” del cristiano – questa è la nostra carta d’identità -, perché delineano il volto di Gesù stesso, il suo stile di vita. (…) Il “monte” rimanda al Sinai, dove Dio diede a Mosè i Comandamenti. Gesù inizia a insegnare una nuova legge: essere poveri, essere miti, essere misericordiosi… Questi “nuovi comandamenti” sono molto più che delle norme. Infatti, Gesù non impone niente, ma svela la via della felicità – la sua via – ripetendo otto volte la parola “beati”.  (…) Ma cosa vuol dire la parola “beato”? Perché ognuna della otto Beatitudini incomincia con la parola “beato”?

Il termine originale non indica uno che ha la pancia piena o se la passa bene, ma è una persona che è in una condizione di grazia, che progredisce nella grazia di Dio e che progredisce sulla strada di Dio: la pazienza, la povertà, il servizio agli altri, la consolazione … Coloro che progrediscono in queste cose sono felici e saranno beati. (FrancescoUdienza generale, 29 gennaio 2020)

Copilot 20260102 133257 Copilot 20260102 133257

Accendi una Luce per un tuo caro

Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×
Eugenio
Torna in alto