Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del 18 febbraio 2026
Mercoledì delle Ceneri
- B. Giovanni da Fiesole – Fra Angelico – (ca. 1395-1455)
- S. Geltrude Comensoli vergine, fondatrice (1847-1903)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Laceratevi il cuore e non le vesti.
Dal libro del profeta Gioèle
Gl 2,12-18
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 50 (51)
R.Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.
Seconda Lettura
Riconciliatevi con Dio. Ecco ora il momento favorevole.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 5,20–6,2
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo di oggi 18 febbraio 2026
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore.
BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLE CENERI
Dopo l’omelia, il sacerdote, stando in piedi, dice a mani giunte:
Fratelli e sorelle, supplichiamo Dio nostro Padre
perché con l’abbondanza della sua grazia
benedica queste ceneri, che poniamo sul nostro capo
in segno di penitenza.
Dopo un breve momento di preghiera silenziosa, prosegue con le braccia allargate:
O Dio, che hai pietà di chi si pente
e doni la tua pace a chi si converte,
ascolta con paterna bontà
le preghiere del tuo popolo
e benedici questi tuoi figli
che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri,
perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima,
giungano completamente rinnovati
a celebrare la Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R./ Amen.
Il valore dell’essenziale: La lezione silenziosa di Eugenio
Il Vangelo di oggi ci mette in guardia dall’ipocrisia: fare il bene, pregare e digiunare per essere lodati dagli uomini svuota il gesto del suo vero significato. Gesù ci invita a scendere “nel segreto”, in quella stanza interiore dove solo il Padre vede e dove la ricompensa non è fatta di applausi, ma di una pace profonda che nasce dall’autenticità.
In questa ricerca del “segreto”, ritrovo la purezza di mio figlio Eugenio. Durante la sua prova, non ha mai avuto bisogno di mostrare al mondo la sua sofferenza per attirare attenzione. La sua dignità era discreta, il suo sorriso non era una maschera per gli altri, ma il riflesso di un dialogo costante che intratteneva con il Signore nel silenzio del suo cuore. Eugenio ci ha mostrato che la vera santità non ha bisogno di suonare la tromba: si vive nella pazienza di ogni giorno, offrendo tutto a Dio con una fiducia che non chiede nulla in cambio se non la Sua presenza.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo al Signore di aiutarmi a chiudere la porta al rumore delle parole inutili e dei giudizi umani. Voglio imparare a stare in quel segreto dove Eugenio ora dimora stabilmente, sapendo che il Padre, che vede nell’intimo, raccoglie ogni nostra lacrima e ogni nostro atto d’amore, trasformandoli in luce eterna.
IL MAGISTERO DEI PAPI
«La preghiera, la carità e il digiuno non sono esercizi esterni, ma gesti che ci riportano a casa, al cuore. Quando facciamo qualcosa di buono, sorge quasi istintivo il desiderio di essere stimati, ma Gesù ci dice: “Guarda al Padre”. Nel segreto, dove nessuno ci vede, lì Dio ci aspetta per guarirci e trasformarci.» — Papa Francesco (Omelia per l’inizio della Quaresima)
«Il Padre vede nel segreto: questa è la certezza che sostiene la nostra vita. Non abbiamo bisogno di gridare le nostre sofferenze o le nostre buone opere. Il silenzio è lo spazio dove Dio parla. Nel segreto del cuore, l’uomo incontra la Verità e trova la forza per affrontare le prove più dure con il sorriso della fede.» — Papa Benedetto XVI (Riflessione spirituale)
«Non vivete per le apparenze! La bellezza dell’anima è ciò che resta per l’eternità. Siate autentici davanti a Dio e a voi stessi. La preghiera nel segreto è il respiro dell’anima; cercate ogni giorno quel momento di solitudine con il Signore, perché è lì che troverete la vera pace che il mondo non può dare.» — San Giovanni Paolo II (Incontro con i giovani)





