commento di Gv 1,29-34, a cura di Verena M.


I dream of rain,
I lift my gaze to empty skies above.
I close my eyes,
the rare perfume is the sweet intoxication of love.

Sogno la pioggia,
sollevo il mio sguardo verso i cieli vuoti, quassù.
Chiudo gli occhi,
il profumo lieve è l’intossicazione dolce dell’amore.

Sting, Desert rose
raggi di luce sul mare

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Mi lascio ispirare

Io non lo conoscevo, ma l’amore l’ha rivelato.

Io non lo conoscevo, ma l’ho visto agire.

Perché l’agnello non è il simbolo astratto di un Dio lontano e distratto, ma l’incarnazione di una famiglia di figli amati che nella relazione trovano la concretezza, la quotidiana vitalità di un amore che non è rimasto un ideale incorporeo ma per necessità si è fatto vera carne.

E allora ho preso a camminare sui suoi passi, ad amare nel suo nome, a raccontare le meraviglie delle storie toccate e illuminate dalla sua presenza. Perché contemplando il cielo imparo a guardare coi suoi stessi occhi questa terra fragile e assetata, a portare acqua nel suo nome perché la sua presenza possa farsi tangibile anche tramite le mie mani, tramite le nostre mani.

Verena M.

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

Che cosa ti rivela l’amore, giorno dopo giorno?

Quando hai sentito che l’amore del Signore arrivava a te tramite i fratelli?

A quale bisogno di vita senti di poter rispondere oggi? Chi puoi dissetare?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

fonte © GET UP AND WALK

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