Con tristezza penso al tempo fermo

Ho perso il conto di quanto tempo è passato dal 17 ottobre 2020.

Io so soltanto che il 17 ottobre 2020 il mio tempo si è fermato.

Fermare il tempo non è così bello come possa sembrare a chi ha paura del tempo.

Fermare il tempo è rimanere in bilico, non andare nè avanti e neanche indietro.

È rimanere senza aria, senza l’ossigeno che è lo Spirito.

Ieri sera parlavo amichevolmente con Dio, e gli ho chiesto: “perché?

E Lui ribatte: “perché cosa?

Perché un ragazzo, un adolescente che ha iniziato a mordere la vita deve volare via dalla terra e da tutte le nuove esperienze che gli aspettano?

E Lui risponde, con il suo tono pacato e amorevole: “consentimi il privilegio di donare premi solo ad alcuni, ai migliori. Ad Eugenio ho concesso il privilegio di evitare tutta la trafila della terra, ho già visto in lui quel concetto di santità dell’anima che tanto approvo e che tanto vorrei fosse il vostro quotidiano sulla terra. Ma sono ancora pochi coloro che ascoltano il mio messaggio“.

Le lacrime solcavano il mio volto mentre lo ascoltavo, e approvavo il suo dire.

Ripensando ad un articolo scritto dall’ospedale Bambino Gesù, che consociamo bene, sui gliomi e sulla possibilità di sopravvivenza fino a 24 mesi dalla scoperta della malattia, rabbrividivo alla parola stessa “sopravvivenza“.

Che parola atroce, che parola fredda e spietata. Ma il fatto che Eugenio, con il suo vetrino contenente tessuto celebrare, possa aver aiutato la ricerca, mi consola e dona pace alla mia anima martoriata.

Ritorno con lo sguardo al crocifisso, e ritorno alle domande: “Dio, perché sopravvivere, e non vivere?

Misericordioso e giusto, risponde: “questo non lo devi certo chiedere a me. Andate all’origine della malattia, delle malattie, e capirete perché sopravvivete. Sopravvivete tutte le volte che non amate; sopravvivete tutte le volte che non donate; sopravvivete tutte le volte che maledite; sopravvivete tutte le volte che odiate. Vivere vuol dire condividere; vivere vuol dire benedire; vivere vuol dire amare.”

Ascolto il Vangelo e riconosco in esso la medicina del mio cuore.

Ciao Eugenio, arrivederci a presto.

tempo fermo
Eugenio ride a crepapelle con Remigio – 21 aprile 2020
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Avatar di Remigio Ruberto

Ciao, sono Remigio Ruberto, papà di Eugenio. L'amore che mi lega a Eugenio è senza tempo e senza spazio.

Da leggere:

2 Commenti
  1. Avatar di Claudia
    Claudia

    Toccano il profondo del mio cuore queste parole …un abbraccio forte forte a te Remigio, a Giuseppina e Francesca..alle nonne…ad Eugenio il mio più grande ed affettuoso bacio…siete sempre nel mio cuore ❤️

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