Leggi e ascolta la poesia “promemoria” di Gianni Rodari
Appunti da ricordare; memo da incorniciare; punti da puntualizzare nel proprio cammino.
Leggiamo e riflettiamo con questa breve ma molto significativa poesia della sublime penna del Maestro Gianni Rodari

Giovanni Francesco Rodari, detto Gianni[1] (pronuncia Rodàri, /roˈdari/; Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano. È l’unico scrittore italiano ad aver vinto il Premio Hans Christian Andersen (1970). (leggi ancora)
Leggiamo insieme
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Il “Promemoria” di Gianni Rodari: Un monito per l’umanità
Il “Promemoria” non è solo una filastrocca, ma un vero e proprio manifesto etico. Scritto con la consueta semplicità disarmante di Rodari, il testo ci ricorda che esistono azioni naturali e necessarie, e altre che non dovrebbero mai appartenere al vocabolario dell’uomo.
Le origini e il contesto
Gianni Rodari scrisse queste righe nel pieno della sua maturità artistica, spesso collaborando con riviste e quotidiani dove la sua voce diventava uno strumento pedagogico per adulti e bambini. In un’epoca segnata dalle ferite della Seconda Guerra Mondiale e dalle tensioni della Guerra Fredda, Rodari scelse di elencare le “cose da fare” (mangiare, dormire, giocare) per mettere in risalto l’unica cosa “da non fare mai”: la guerra.
Spiegazione del testo
Il segreto del “Promemoria” risiede nel contrasto. Rodari usa verbi comuni che descrivono la bellezza della quotidianità e della vita che sboccia:
- La quotidianità: Lavarsi, studiare, apparecchiare la tavola sono gesti che danno ordine al mondo.
- L’orrore: La guerra viene presentata come l’unica eccezione inammissibile, un errore logico prima ancora che morale. È un invito alla responsabilità: la pace non è un concetto astratto, ma si costruisce mantenendo l’impegno verso le piccole cose giuste di ogni giorno.
Il legame con Milano-Cortina 2026
Proprio oggi, 6 febbraio 2026, mentre ci avviciniamo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina, il messaggio di Rodari risuona più forte che mai. Lo sport, per eccellenza, incarna i valori del “Promemoria”:
- Impegno e Regole: Come Rodari invita a “studiare e giocare”, gli atleti ci insegnano la disciplina e il rispetto delle regole.
- Fratellanza Universale: Le Olimpiadi nascono storicamente come tregua dai conflitti. Mettere “da parte la guerra” è la condizione necessaria affinché i popoli possano incontrarsi sulla neve e sul ghiaccio.
- Un futuro per i giovani: Proprio come Eugenio amava la vita e la condivisione, questi Giochi devono essere un promemoria vivente per le nuove generazioni: la competizione deve servire a costruire ponti, mai muri.
La mia riflessione
Io, Remigio, leggendo queste parole non posso fare a meno di pensare a quanto sia prezioso ogni singolo istante di normalità. Spesso ci dimentichiamo che la pace è un compito che spetta a noi, proprio come apparecchiare la tavola o studiare una lezione. Eugenio, con la sua forza, ci ha insegnato che la vita è un dono che va onorato con azioni buone, lasciando fuori tutto ciò che distrugge.
Per approfondire il tema della pace e del messaggio cristiano, ti invito a leggere l’ Angelus e a riflettere su come possiamo essere strumenti di bene ogni giorno.
La mia preghierina
Signore, aiutami a ricordare sempre le cose importanti. Insegnami a dare valore ai gesti semplici: al pane spezzato, allo studio che apre la mente, al gioco che unisce i cuori. Ti prego, tieni lontana la guerra dai miei pensieri e dalle mie azioni. Fa’ che io possa essere, come il mio caro Eugenio, un riflesso della Tua luce, portando pace e speranza a chiunque incontri sul mio cammino. Amen.






