favole al telefono

Processo al nipote

Data: 26/07/2021
Oggi è Sabato 1 Agosto 2026

Leggi e ascolta la favola: “Processo al nipote” di Gianni Rodari

Ciao amiche ed amici carissimi di Eugenio dalla vostra Francesca Ruberto ♥

Oggi vi leggo questa favola tratta da libro “Favole al telefono” di Gianni Rodari

gianni rodari

Giovanni Francesco Rodari, detto Gianni[1] (pronuncia Rodàri, /roˈdari/; Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano. È l’unico scrittore italiano ad aver vinto il Premio Hans Christian Andersen (1970). (leggi ancora)

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Leggiamo insieme

GIUDICE Imputato, alzatevi! Come vi chiamate? 
IMPUTATO Rossi Alberto, nipote di Rossi Pio. 

GIUDICE Conosco il signor Rossi Pio: ottima persona sotto tutti i punti di vista. Di che cosa siete accusato? 
PUBBLICO MINISTERO Per l’appunto, signor Giudice, l’imputato è accusato di avere gravemente offeso suo zio. Si figuri che in un tema in classe ha scritto: «Lo zio è il padre dei vizi»! 

LO ZIO Capisce? E non sono nemmeno sposato! PUBBLICO MINISTERO I testimoni sono tutti concordi: il signor zio è un modello di virtù. Non beve, non fuma, non esce la sera, non gioca al totocalcio, non consuma i tacchi delle scarpe, non si asciuga i piedi nell’asciugamano delle mani, non prende il sale con le dita, non si mette le dita nel naso, non ficca il naso negli affari altrui. 

GIUDICE È vero tutto questo? Imputato, rispondete. 
IMPUTATO È verissimo, signor Giudice. 
GIUDICE E voi avete osato calunniare vostro zio? Avete osato scrivere nel vostro tema che questo cittadino esemplare è, nientemeno, il padre dell’invidia, dell’avarizia, della gola, dell’ira, e chissà di quali altri terribili e viziosissimi teddy-boy? 
IMPUTATO Ma signor Giudice, è stata tutta colpa di un apostrofo. 

GIUDICE Quale apostrofo? Io qui non vedo apostrofi. 
IMPUTATO Appunto. Si tratta di un apostrofo mancante.
GIUDICE Capisco, si è dato alla macchia. Diventerà un bandito da strada. 
AVVOCATO DIFENSORE Signor Giudice, l’imputato Rossi Alberto aveva intenzione di scrivere: «l’ozio è il padre dei vizi». Ma l’apostrofo, forse consigliato dai cattivi compagni, è fuggito dalla penna. 

LO ZIO Sì, signor Giudice, sono convinto anch’io che mio nipote, in fondo, è un bravo ragazzo. 
GIUDICE Un bravo ragazzo? Dica piuttosto che si merita la galera. 
LO ZIO Capisco, signor Giudice. Ma mi dispiacerebbe molto vederlo finire dentro. Vede, avevo fatto dei progetti sul suo conto. Io sono titolare di un avviato negozio di elettrodomestici. Vendo a rate, faccio ottimi sconti alla clientela. 

GIUDICE Lasciamo perdere gli elettrodomestici. 
LO ZIO Ecco, io avevo intenzione di assumere mio nipote in qualità di commesso, appena finite le scuole. Io non ho figli miei: se non aiuto Albertino, chi dovrei aiutare? 
GIUDICE (commosso) Lei è proprio una persona di buon cuore. Faremo come dice lei. Imputato, avete sentito? 
IMPUTATO Sì, signor Giudice. 

GIUDICE Cercherete di rintracciare l’apostrofo fuggitivo e di convincerlo a rientrare anche lui sulla retta via? 
IMPUTATO Lo prometto, signor Giudice. 
GIUDICE Va bene: per questa volta siete perdonato. (Zio e nipote si abbracciano. Anzi: s’abbracciano, con l’apostrofo.)

Ascoltate la storia:

podcast le favole della buonanotte
Le favole della buonanotte
Processo al nipote
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Buonanotte e sogni d’oro da Francesca Ruberto ♥

Processo al nipote di Gianni Rodari

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