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L’amore è come un cerino gettato in un fienile: infiamma tutto!

Eugenio è nato amore, ha portato con se tutto il suo amore e lo ha diffuso in tutta la sua vita terrena.

Ora che è entrato nelle schiere degli angeli celesti continua a diffondere amore, a pioggia.

E così vecchi sentimenti sopiti, familiari distanti sulla cartina geografica ma vicini con il cuore sentono e vedono Eugenio come l’amore che continua ad infiammare, a lenire, a curare le ferite del corpo e dell’anima.

foto di famiglia cugini Ruberto

Eccomi: quello accovacciato sono io. Era settembre del 1983 ed io ero nel fiore dei miei 17 anni.

Avevo conosciuto solo pochi dei disegni che Dio aveva in serbo per me. Qualche disegno aveva già segnato la mia vita, indelebilmente.

Il Signore mi ha fatto conoscere poi tanti momenti alti e molti momenti bassi: ma in tutti questi c’era sempre l’amore.

Il 17 ottobre 2020, quando gli angeli del paradiso sono venuti a prendere mio figlio Eugenio, appena quattordicenne, tanta Luce c’era nella cameretta dove volti segnati dalle lacrime davano il loro ultimo saluto al mio piccolo bambino.

La tristezza dell’addio sul mio volto, il cuore spezzato e la mente offuscata erano le uniche parti vitali del mio essere. Tutto il resto era morto.

Ma la fiamma dell’amore mi ha pervaso: nel momento in cui Eugenio staccava i suoi piedi dalla terra, il mio cuore è diventato un tizzone ardente, bruciavo d’amore per lui. Ardevo d’amore per Gesù.

E solo quell’amore mi ha concesso di asciugare quelle lacrime, di togliere quel velo di tristezza dal mio volto, dal rendere chiara la mia visione sull’infinito.

Ecco la mia testimonianza: l’amore produce amore.

Preghiamo insieme, così continuiamo ad alimentare questi fuochi d’amore e le nostre ferite saranno così guarite.

preghierina del 30 gennaio 2022
Eugenio Ruberto
Eugenio Ruberto
Preghierina della sera
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