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Leggi e ascolta la preghierina del 26 dicembre 2023

All’incrocio dei venti

commento al Vangelo di oggi di Mt 10,16-23

Per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine
e la nostra paura del buio e della fantasia.

Francesco De Gregori, Santa Lucia

Entro nel testo (Mt 10,16-23)


In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno.

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Mi lascio ispirare


È con gli occhi dei pastori, con il cuore dei semplici ancora gravido della tua natività che vogliamo approcciarci a queste parole.

Ci chiami alla semplicità di una colomba che canta tutto il giorno il suo canto di amore.
Semplicità che è caducità di chi vive nelle fenditure della roccia, “all’incrocio dei venti ed è bruciato vivo”, di chi vive il non essere riconosciuto come amato, come fratello.

In questo tempo di guerre e di pianto ti chiediamo ancora una volta, Signore, il dono del tuo spirito, perché sia tu a parlare in noi e la nostra vita a parlare di te che semplicemente sei.

Ti custodiremo nel nostro cuore sgualcito affinché ognuno possa tornare a te, quando vorrà.
Ti chiediamo di abbandonare la via della sicurezza, del riconoscimento, della vana gloria per indossare la nostra “corona di stelle e di spine.”

Maria Buiatti Luca Baccolini

Rifletto sulle domande


Che cosa mi aiuta a lasciarmi guardare nel cuore dallo sguardo degli ultimi? Che cosa invece mi impedisce di lasciarmi guidare?

In quale luogo della mia vita necessito il dono della semplicità di vita, di cuore, di animo?

In cosa trovo oggi il dono dello Spirito per custodire la mia fede e la nostalgia di lui?

fonte © GET UP AND WALK


Preghiere per il mese di dicembre

26 dicembre – Santo Stefano

O inclito Santo Stefano Protomartire, nostro celeste patrono, noi rivolgiamo a Te la nostra umile fervorosa preghiera.

Tu che dedicasti tutta la vita al servizio, pronto e generoso, dei poveri, dei malati, degli afflitti, rendici sensibili alle tante voci di soccorso che si levano dai nostri fratelli sofferenti.

Tu, intrepido assertore del Vangelo, rafforza la nostra fede e non permettere mai che alcuno ne affievolisca la vivida fiamma.

Se, lungo la strada, dovesse assalirci la stanchezza, risveglia in noi l’ardore della carità e l’odorosa fragranza della speranza.

O dolce nostro Protettore, Tu che, con la luce delle opere e del martirio, fosti il primo splendido testimone di Cristo, infondi nelle nostre anime un po’ del Tuo spirito di sacrifico e di ablativo amore, a
riprova che «Non è tanto gioioso il ricevere quanto il dare».


Infine, Ti preghiamo, o nostro grande Patrono, di benedire tutti noi e soprattutto il nostro lavoro apostolico e le nostre provvide iniziative, volti al bene dei poveri e dei sofferenti, affinché, insieme con Te, possiamo, un giorno, contemplare nei cieli aperti la gloria di Cristo Gesù, Figlio di Dio.

Così sia.

3Gloria alla SS.ma Trinità…

Preghiamo insieme

preghiera di abbandono
Preghierina
Preghierina del 26 dicembre 2023
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