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Leggi e ascolta la preghierina del 19 marzo 2024


Il coraggio è creativo

commento al Vangelo di oggi di Mt 1,16.18-21.24


Che poi definire il coraggio non è facile. A me viene in mente la parola “responsabilità”. Vale a dire prendersi carico, prendere in carico ciò che ci sta attorno, a cominciare dal proprio destino. Autenticamente, quotidianamente, per quello che è.

Giorgio Terruzzi

Entro nel testo (Mt 1,16.18-21.24)

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Mi lascio ispirare

La festa di san Giuseppe è la festa di un padre, di uno sposo, di un uomo di fede, di un uomo ragionevole: di un uomo che ha creduto con “coraggio creativo”, così come ha ricordato Papa Francesco in Patris corde.

La storia di Giuseppe si intreccia con quella di Maria perché entrambi hanno accolto la vita nelle forme in cui il disegno di Dio ha provveduto.

E il disegno di Dio, ossia di mandare il suo Figlio per salvare il popolo dei suoi figli, si è adagiato nelle forme intricate e difficili della vita degli uomini.

La storia del Figlio fin dal suo annuncio non ha evitato le ambiguità, le incomprensioni, i dilemmi degli uomini, di ogni famiglia.

Giuseppe, il giusto, ha dovuto fin dall’inizio fare i conti con una nuova vita inaspettata, fuori programma, fuori dai suoi tempi programmati. Ma l’ha accolta, così com’era.

Ha accolto, come Maria, le complicazioni e le indicazioni portate dall’angelo.

Ha ascoltato, meditato e lottato. Non ha evitato le difficoltà, ma le ha accolte e accogliendole ha accolto Dio in questa storia difficile, dove Lui voleva entrare per non lasciarci soli.

Per Giuseppe accogliere l’incertezza ha significato poter credere che Dio la può abitare e rischiarare.

E così si è potuto destare dal sonno dell’illusione di una vita sicura, per lasciare che il carico dell’incertezza sia sulle spalle di Dio.

Leonardo Angius SJ

Rifletto sulle domande

Come mi ispira la figura di Giuseppe? Quale aspetto di lui mi consola?

Come accolgo il Signore in una vita in cui non quadrano i conti?

Come immagino si siano sostenuti Maria e Giuseppe nella loro chiamata?

fonte © GET UP AND WALK


Preghiere per il mese di marzo

19 marzo – San Giuseppe

San Giuseppe nel magistero degli ultimi sommi pontefici.


Lo Spirito Santo, che illumina, vivifica e dirige tutta la Chiesa, ha progressivamente guidato i Pontefici nel promuovere la riflessione teologica e la devozione a San Giuseppe, svelando ai fedeli degli ultimi due secoli la sua grandezza, la sua missione, la sua potente intercessione.

  • Il beato Pontefice Pio IX lo ha proclamato Patrono universale della Chiesa, nel giorno 8 dicembre 1870.
  • Leone XIII gli ha dedicato – primo Papa nella storia – un’intera Enciclica, la “Quamquam Pluries”, con la preghiera “A te, o beato Giuseppe”, arricchita di numerose indulgenze;
  • San Pio X ne ha approvato le Litanie, invitando i fedeli ad onorarlo nel giorno di mercoledì, a Lui dedicato.
  • Benedetto XV ha emesso il suo Motu Proprio “Bonum sane” sulla devozione a San Giuseppe patrono della Chiesa Cattolica, affidando a lui gli agonizzanti;
  • Pio XI ne ha evidenziato più volte la sovreminente missione su tutte le altre missioni, compresa quella di Giovanni Battista e di San Pietro;
  • Pio XII, che ha istituito la Festa di San Giuseppe Artigiano il 1° maggio, lo ha definito Patrono e modello dei lavoratori;
  • Giovanni XXIII ha rimarcato il magistero su san Giuseppe dei suoi predecessori, invocandone la protezione;
  • Paolo VI così si espresse il 19 marzo 1969: “Inoltre protettore la Chiesa lo invoca per un profondo e attualissimo desiderio di rinverdire la sua secolare esistenza di veraci virtù evangeliche, quali in S. Giuseppe rifulgono; protettore lo vuole la Chiesa per l’incrollabile fiducia che colui, al quale Cristo volle affidata la protezione della sua fragile infanzia umana, vorrà continuare dal Cielo la sua missione tutelare a guida e difesa del Corpo mistico di Cristo medesimo…. E poi per il mondo invocheremo S. Giuseppe, sicuri che nel, cuore, d’incommensurabile sapienza e potestà, si alberghi ancora e sempre una singolare e preziosa simpatia e benevolenza per l’intera umanità. Così sia.”
  • Giovanni Paolo II ha fatto dono alla Chiesa dell’indimenticabile Esortazione Apostolica “Redemptoris Custos” – “Il Custode del Redentore”;
  • Benedetto XVI, infine, ha più volte sottolineato l’eccellenza delle sue virtù… sollecitando il Clero e tutti i Pastori a conseguirne una audace ed autentica imitazione.
  • E Papa Francesco gli ha dedicato l’Anno in corso, 2020-2021, in occasione dei 150 anni dalla proclamazione di Giuseppe a Patrono universale della Chiesa.

I Sommi Pontefici, dunque, non hanno perso occasione di invitare la Chiesa intera ad onorare questo straordinario Santo ed universale Patrono… attraverso la Preghiera e le opere di carità, atti arricchiti da copiose indulgenze.

Preghiera antica a San Giuseppe

O San Giuseppe nostro Patrono, tu che non sei mai stato invocato invano! Tu che sei così potente vicino a Dio al punto che i Santi dicono: “In Cielo Giuseppe intercede piuttosto che supplicare”; tenero padre, Castissimo Sposo della santa Madre di Dio, prega per noi; sii il nostro avvocato vicino a questo Figlio divino di cui sei stato qui sulla terra il Custode e tutore fedele; aggiungi a tutte le tue glorie, quella di vincere le cause difficili che umilmente ti affidiamo.
Noi crediamo che tu puoi esaudire la nostra richiesta liberandoci dalle pene che ci affliggono.

Noi crediamo fermamente che non negherai niente agli afflitti che t’implorano. Umilmente prostrati ai tuoi piedi, buon Giuseppe, noi ti scongiuriamo, abbi pietà delle nostre lacrime; coprici con il mantello della tua misericordia e benedici tutti noi, le nostre Famiglie, quanti si sono raccomandati alle nostre preghiere; guarda benigno, infine, ai nostri Sacerdoti, ai nostri Pastori, al sommo Pontefice, aiutali e
confortali nella loro missione, guidaci tutti al gaudio eterno.

Amen.


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