Eugenio relax sul divano

Meditazione del giorno 14 gennaio 2026

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Mercoledì 14 gennaio 2026
Da non perdere:20140101 213858 primopiano Coscienza ed incoscienzaprimo piano Eugenio nel camper Albino Accadde oggi 8 giugno

La mano che ci solleva: tra il divano di casa e la Parola

Il Vangelo di oggi (Mc 1,29-39) mi riporta dentro le mura di una casa. Gesù entra in quella di Simone e Andrea e trova una sofferenza: una donna a letto con la febbre. Non resta sulla porta, non fa discorsi teorici. Si avvicina, la prende per mano e la solleva.

Riguardando alcune foto che ho ritrovato oggi, la mia mente è tornata a quel divano nel 2013 e 2014. In quegli scatti vedo la nostra quotidianità, i momenti di gioco e di riposo, gli abbracci stretti. Quel divano è stato il nostro primo “altare” della tenerezza, dove la vita scorreva serena prima che lo spettro della malattia bussasse alla nostra porta. Eppure, anche allora, la mano del Signore era lì, in quegli abbracci, preparandoci la forza per ciò che avremmo affrontato.

Proprio ieri sera, nella nostra preghierina del 13 gennaio 2026, ricordavo come nel 2019 il nostro “lettone” fosse diventato il luogo dove cercavamo di restare umani attraverso la preghiera. Se il divano delle foto era il luogo della gioia spensierata, il lettone di casa è diventato il luogo della fede adulta. In quella foto del 2019, dove Eugenio sorride alla sua mamma con la testa fasciata dopo l’intervento, vedo lo stesso gesto del Vangelo: Gesù che lo prende per mano e lo solleva nell’anima, permettendogli di sorridere anche quando il corpo è provato.

primo piano Giuseppina bacia Eugenio alla Neuromed

Eugenio, come la donna del Vangelo che una volta guarita “si mise a servirli”, ha trasformato la sua sofferenza in un servizio d’amore per tutti noi. Nonostante il “coso” oscuro che lo tormentava, non ha mai smesso di essere testimone di una forza che non appartiene a questo mondo.

Oggi chiedo al Signore di continuare a entrare nelle nostre case. Che la Sua mano si posi su ogni bambino che oggi lotta in un letto d’ospedale e su ogni genitore che, seduto su un divano ora troppo vuoto, cerca ancora la forza di rialzarsi. La Sua presenza è la carezza che ci permette di dire, ogni sera: “Siamo qui, Signore, ancora insieme a Te“.

Accendi una Luce per un tuo caro

Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

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