Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini

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Sposi, beati: Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini

Luigi

Luigi Beltrame Quattrocchi nasce a Catania il 12 gennaio 1880. Nel 1890 si trasferisce a Roma dove nel 1902 si laurea in giurisprudenza.

Un anno prima, però, incontra Maria Corsini che sposerà il 25 novembre 1905. Dalla loro unione nascono quattro figli: Filippo nel 1906 (in seguito don Tarcisio), Stefania nel 1908 (divenuta poi suor Cecilia), Cesare nel 1909 (religioso anche lui, con il nome di p. Paolino) ed Enrichetta nel 1914.

Svolge numerosi incarichi ufficiali presso diversi Ministeri, l’ENPAS (dipendenti statali) e consulenza legale per l’IRI, la Banca d’Italia, la Banca Commerciale Italiana, la Banca Nazionale del Lavoro, il Consorzio per le Opere Pubbliche, la STET. Nonostante l’impegno del lavoro e della famiglia, Luigi si prodiga in un proficuo apostolato e prende parte all’associazionismo cattolico.

Dopo una brillante carriera, nel 1946 Luigi va in pensione con la qualifica di Vice-Avvocato Generale Onorario dello Stato.

Nel 1919 fonda con l’amico Gaetano Pulvirenti un oratorio festivo nella basilica di Santa Pudenziana, poi Reparto Scout Roma XX, diretto da lui stesso fino al 1923. Nel 1921 viene nominato Consigliere generale dell’ASCI fino al 1927.

Collabora ancora con il prof. Luigi Gedda nell’Azione Cattolica Maschile e nei Comitati Civici, appoggia come consigliere amministrativo il sorgere dell’Agenzia ORBIS; coadiuva con gli onorevoli Reggio d’Aci e Jacini al Centro Studi Politici; opera nella GIAC, nel Movimento di Rinascita Cristiana e nel Fronte della Famiglia. Preziosa è infine la sua presenza come barelliere per l’UNITALSI. Muore il 9 novembre 1951, in via Depretis, per infarto miocardico.

Maria Corsini

Nasce a Firenze il 24 giugno 1884. A motivo dei diversi trasferimenti per il lavoro del padre, la famiglia si sposta da Firenze a Pistoia (1888), poi di nuovo a Firenze (1890), quindi ad Arezzo (1892) dove Maria riceve il sacramento della Cresima, e infine a Roma (1893), tappa definitiva.

Non ancora diciottenne esordsce con le due sue prime pubblicazioni che manifestarono lo spessore del suo pensare. Di particolare interesse, nel 1912, una nuova pubblicazione incentrata sul problema educativo “La madre nel problema educativo moderno”

Dopo un forte deperimento organico, Maria si riprende dimostrando di possedere una grande ricchezza e profondità spirituali che la porteranno ad impegnarsi in una indefessa attività apostolica

Già nel 1914, a seguito del terremoto di Avezzano, si prodiga nell’assistenza ai feriti. Nello stesso anno inizia le catechesi alle donne presso la parrocchia di S. Vitale. Nel 1915 soccorre moralmente e spiritualmente i soldati della Prima Guerra Mondiale ricoverati nei diversi ospedali di Roma. Nel 1917 diventa Terziaria Francescana e nel 1919 è accolta nella Congregazione delle Dame dell’Immacolata. Nel 1920 entra nelle file del Consiglio Centrale dell’Azione Cattolica Femminile e diviene membro effettivo del Segretariato Centrale di Studio.

Nel 1936 diviene accompagnatrice dei malati sui treni dell’UNITALSI diretti a Lourdes e a Loreto. Un anno dopo segue e termina un corso per infermiere della CRI e si specializza in malattie tropicali. Nel 1945 collabora nell’opera di Ristoro alla Stazione Termini e nel 1946-1947 aderisce all’iniziativa di p. Lombardi e p. Rotondi “Mondo Migliore“.

Nel 1965, a 81 anni, il 25 agosto, Maria Corsini Beltrame Quattrocchi muore mentre si trova in vacanza a Serravalle di Bibbiena, nella villetta “La Madonnina”, fatta costruire per lei da Luigi.

I beati Sposi hanno vissuto una vita ordinaria in modo straordinario.

Tra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, hanno saputo realizzare un’esistenza straordinariamente ricca di spiritualità.

Al centro, l’Eucaristia quotidiana, a cui si aggiungevano la devozione filiale alla Vergine Maria, invocata con il Rosario recitato ogni sera, ed il riferimento a saggi consiglieri spirituali.

Così hanno saputo accompagnare i figli nel discernimento vocazionale, allenandoli a valutare qualsiasi cosa “dal tetto in su”, come spesso e con simpatia amavano dire… La vita coniugale e familiare può conoscere anche momenti di smarrimento.

Sappiamo quante famiglie sono tentate in questi casi dallo scoraggiamento. Penso, in particolare, a coloro che vivono il dramma della separazione; penso a chi deve affrontare la malattia e a chi soffre la scomparsa prematura del coniuge o di un figlio.

Anche in queste situazioni si può dare una grande testimonianza di fedeltà nell’amore, reso ancora più significativo dalla purificazione attraverso il passaggio nel crogiolo del dolore.

San Giovanni Paolo II in occasione della loro beatificazione nell’ottobre 2001

fonte © Vatican News – Dicasterium pro Communicatione


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