Riusciranno i piccoli abitanti del bosco a convincere l'Inverno che voleva ancora restare a fare spazio ai fiori e al sole?
Una favola avventurosa sull’Inverno che voleva ancora restare e la ricerca della primavera.
Nel bosco di Vallefiorita, le creature si stavano svegliando. Il calendario segnava l’inizio della primavera, ma fuori la neve copriva ancora tutto. Il freddo mordeva il naso della piccola lepre Nocciola e la scoiattola Pepita non riusciva a trovare le sue provviste nascoste sotto la coltre bianca.
«L’Inverno non se ne vuole andare!» esclamò Nocciola, battendo i dentini. «Ha deciso di restare per sempre! Dobbiamo fare qualcosa, o non vedremo mai i fiori e i germogli».
Pepita, pur infreddolita, annuì coraggiosamente. «Dobbiamo trovare l’Inverno e fargli capire che è ora della primavera!»
Le due amiche, avvolte in sciarpe di lana che Pepita aveva intrecciato, partirono verso il cuore del bosco, dove si diceva che l’Inverno avesse la sua dimora segreta. Il sentiero era difficile, pieno di ghiaccio e vento, ma loro non si scoraggiarono. Raccontavano storie divertenti per tenersi su di morale e si aiutavano a vicenda a superare i punti più difficili.
Finalmente arrivarono davanti a una grande grotta di ghiaccio azzurrognolo. All’interno, seduto su un trono di neve scintillante, c’era un vecchio gigante con una lunga barba bianca e occhi tristi. Era l’Inverno.
«Chi osa disturbare il mio riposo?» chiese con voce profonda, come un tuono lontano.
Nocciola si fece avanti, tremando un po’. «Siamo Nocciola e Pepita, signor Inverno. Siamo venute a chiederti… perché non te ne vai? La primavera dovrebbe essere già qui!»
L’Inverno sospirò e un soffio di neve uscì dalla sua bocca. «Tutti amano la primavera. Lei porta i fiori, il caldo e le farfalle. Io porto solo freddo, buio e silenzio. Nessuno mi vuole bene».
Pepita, vedendo la tristezza negli occhi del gigante, capì. Si avvicinò e disse dolcemente: «Non è vero, signor Inverno! Noi ti vogliamo bene. I tuoi fiocchi di neve sono bellissimi, e senza il tuo freddo la terra non potrebbe riposare per prepararsi alla fioritura».
Nocciola aggiunse: «E poi, senza di te, come potremmo fare a palle di neve o a costruire pupazzi giganti? Sei importante anche tu!»
Il vecchio gigante sembrò sorpreso. Non pensava che qualcuno potesse apprezzare il suo lavoro. Il suo cuore di ghiaccio si sciolse un po’. «Davvero la pensate così?» chiese con voce più dolce.
«Sì!» risposero in coro le due amiche.
Allora l’Inverno si alzò e sorrise. «Va bene. È tempo che la mia sorellina Primavera arrivi. Ma tornerò, lo prometto!»
Il gigante diede un ultimo soffio gelato che fece tremare le foglie di un pino, poi iniziò a ridere e la neve sotto i suoi piedi cominciò a sciogliersi. Un raggio di sole caldo penetrò nella grotta e le prime gemme sui rami vicini si schiusero timidamente.

Nocciola e Pepita ringraziarono l’Inverno e tornarono a casa felici. La primavera stava arrivando, portando con sé il profumo dei fiori e la promessa di lunghe giornate di gioco.
MORALE: Anche le cose che ci sembrano difficili o sgradevoli, come il freddo dell’inverno, hanno il loro valore e la loro importanza nel ciclo della vita. Imparare a vederne la bellezza e l’utilità ci aiuta ad apprezzare tutto ciò che ci circonda.





