Martedì della XXVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Giustina di Padova vergine e martire († 304)
- B. Giuseppe Toniolo “apostolo della Rerum Novarum”
- Santo del giorno
Oggi la Chiesa celebra: Beata Vergine Maria del Rosario
Leggi anche la Supplica alla Beata Vergine di Pompei
Prima Lettura
Erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme a Maria, la madre di Gesù.
Dagli Atti degli Apostoli
At 1,12-14
[Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli] ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato.
Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.
Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Da Lc 1,46-55
R. Il Signore si è ricordato della sua misericordia.
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore. R.
Perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome. R.
Di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. R.
Ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote. R.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne. (Cf. Lc 1,28.42)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 7 ottobre 2025
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
Giovanni Taulero (ca 1300-1361)
domenicano a Strasburgo
Discorsi 51 (trad. cb©evangelizo)
« Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto… venire ucciso e risuscitare il terzo giorno » (Mt 16,21)
Nostro Signore diceva beati i suoi discepoli, a motivo di ciò che stavano vedendo (Lc 10,23). A guardare per il sottile, dovremmo anche noi essere tanto beati quanto loro poiché vediamo il Nostro Signore Gesù più perfettamente di quanto lo vedessero i discepoli come san Pietro o san Giovanni. Loro avevano sotto gli occhi un uomo povero, debole, sofferente, mortale, mentre, grazie alla nostra fede santa e preziosa, conosciamo, noi, un Dio grande, degno di adorazione, potente, Signore del cielo e della terra e che, a partire dal nulla ha fatto tutto il creato. Nel considerare tutto questo, i nostri occhi, sì, le nostre anime trovano la loro felicità eterna. Figli carissimi, i grandi teologi e i dottori discutono la questione di sapere quale sia la cosa più importante e più nobile nella conoscenza o nell’amore. Noi invece, parleremo più volentieri di quello che dicono i maestri di vita, perché quando arriveremo in cielo, allora vedremo bene la verità di ogni cosa. Non ha forse detto il Nostro Signore: “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno”? Quale è dunque questa cosa di cui c’è tanto bisogno? Questa sola cosa è riconoscere la tua debolezza e la tua miseria. Non puoi rivendicare nulla; da solo, sei nulla. A causa di quest’unica cosa di cui c’è bisogno, Nostro Signore ha sopportato un’angoscia tale da sudare sangue. Perché noi non abbiamo voluto riconoscere questa sola cosa, il Signore ha gridato sulla croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46). Sì, occorreva che il nostro Salvatore, la sola cosa di cui noi abbiamo bisogno, fosse completamente abbandonato da tutti gli uomini. Carissimo figlio, lascia perdere quanto io stesso e tutti i maestri abbiamo potuto insegnarti, ogni vita attiva, ogni contemplazione, ogni altra considerazione, e studia soltanto questa cosa unica, in modo che ti sia concessa, e avrai lavorato bene. Per questo Nostro Signore ha detto: “Maria si è scelta la parte migliore”, sì, la migliore di tutte. In verità se tu potessi ottenerla, avresti ottenuto tutto: non solo una parte del bene, ma tutto il bene.
Le Parole dei Papi
Fu mandato da Dio Gabriele a Maria di Nazaret per annunziare a lei e, in lei, a tutto il genere umano la missione del Verbo. Ecco, Dio vuole mandare l’eterno Figlio affinché, diventando uomo, possa donare all’uomo la vita divina, la figliolanza divina, la grazia e la verità. La Missione del Figlio inizia proprio in quel momento a Nazaret, quando Maria ascolta le parole pronunciate dalla bocca di Gabriele […]. Il Verbo della stessa sostanza del Padre diventa carne nel grembo della Vergine. La Vergine stessa non può comprendere come si realizzi tutto questo. Pertanto, prima di rispondere: “Avvenga di me”, chiede: “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,34). E riceve la risposta determinante: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio… nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,35-37). In quel momento Maria già capisce. E non domanda più. Dice soltanto: “Avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). (San Giovanni Paolo II – Omelia nella Santa Messa al Santuario di Pompei, 21 ottobre 1979)
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