Martedì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Emidio1° vescovo di Ascoli P. e martire (273-309)
- S. Oswald di Northumbria (GB) re e martire (604-642)
- Santo del giorno
Oggi la Chiesa celebra la Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore
Prima Lettura
Mosè è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa. Perché non avete temuto di parlare contro di lui?
Dal libro dei Numeri
Nm 12,1-13
In quei giorni, Maria e Aronne parlarono contro Mosè, a causa della donna etìope che aveva preso. Infatti aveva sposato una donna etìope. Dissero: «Il Signore forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì. Ora Mosè era un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra.
Il Signore disse a un tratto a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre verso la tenda del convegno». Uscirono tutti e tre. Il Signore scese in una colonna di nube, si fermò all’ingresso della tenda e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti.
Il Signore disse:
«Ascoltate le mie parole!
Se ci sarà un vostro profeta,
io, il Signore,
in visione a lui mi rivelerò,
in sogno parlerò con lui.
Non così per il mio servo Mosè:
egli è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa.
Bocca a bocca parlo con lui,
in visione e non per enigmi,
ed egli contempla l’immagine del Signore.
Perché non avete temuto
di parlare contro il mio servo, contro Mosè?».
L’ira del Signore si accese contro di loro ed egli se ne andò; la nube si ritirò di sopra alla tenda ed ecco: Maria era lebbrosa, bianca come la neve. Aronne si volse verso Maria ed ecco: era lebbrosa.
Aronne disse a Mosè: «Ti prego, mio signore, non addossarci il peccato che abbiamo stoltamente commesso! Ella non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quando esce dal seno della madre». Mosè gridò al Signore dicendo: «Dio, ti prego, guariscila!».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 50 (51)
R. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.
Così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre. R.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d’Israele! (Gv 1,49b)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 5 agosto 2025
Comandami di venire verso di te sulle acque.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,22-36
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
San Charles de Foucauld (1858-1916)
eremita e missionario nel Sahara
Otto giorni a Efraim (trad. cb©evangelizo)
“Coraggio, non abbiate paura!” (Mt 14,27)
[Nostro Signore:] “Figli miei, qualsiasi cosa succeda, ricordatevi che Io sono sempre con voi… ricordatevi che, visibile o invisibile, che sembri agire o sembri dormire e dimenticarvi, Io veglio sempre, Io sono ovunque, e Io sono onnipotente.
Non abbiate mai alcuna paura, alcuna inquietudine: Io sono lì, Io veglio, Io vi amo – non dubitate più, spero, del Mio amore! – , Io sono onnipotente… Cosa volete di più? … Tutto quanto vi accade vi accade per mia permissione o per Mia volontà, per permissione o volontà del Mio amore, affinché ne tiriate un grande bene, grande bene che Io stesso vi aiuto a trarne con la Mia grazia… Non temete nulla quindi, poiché nulla può accadervi senza il Mio permesso…
Non affliggetevi per nulla, a meno che sia un dolore che supera i moti istintivi di sensibilità, immediati e passeggeri, che sono effetti della natura e dei sensi; ma conformate la vostra volontà alla Mia… Ricordatevi delle tempeste che ho sedato con una parola, a cui poi seguiva grande calma… Ricordatevi del modo in cui ho sostenuto Pietro che camminava sulle acque… Io sono sempre così vicino ad ogni uomo come lo ero allora, e così disposto ad aiutarlo, a soccorrerlo in tutto quanto servirà al bene della sua anima.
(…) Oh! In questa vita la tempesta è continua e la vostra barca è sempre vicina ad affondare… Ma Io sono lì, e con Me essa è inaffondabile: non confidate in nulla, soprattutto di voi, abbiate in Me invece fiducia completa che allontana l’inquietudine…”
LE PAROLE DEI PAPI
E’ un episodio, del quale i Padri della Chiesa hanno colto una grande ricchezza di significato. Il mare simboleggia la vita presente, e l’instabilità del mondo visibile; la tempesta indica ogni sorta di tribolazione, di difficoltà, che opprime l’uomo.
La barca, invece, rappresenta la Chiesa costruita da Cristo e guidata dagli Apostoli. […] Il brano continua poi con il gesto dell’apostolo Pietro, il quale, preso da uno slancio di amore verso il Maestro, chiese di andargli incontro, camminando sulle acque.
[…] Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’apostolo, commenta: il Signore “sì è abbassato e t’ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te” (Enarr. in Ps. 95,7: PL 36, 1233) e dice questo non solo a Pietro, ma lo dice anche a noi.
Pietro cammina sulle acque non per la propria forza, ma per la grazia divina, in cui crede, e quando viene sopraffatto dal dubbio, quando non fissa più lo sguardo su Gesù, ma ha paura del vento, quando non si fida pienamente della parola del Maestro, vuol dire che si sta interiormente allontanando da Lui ed è allora che rischia di affondare nel mare della vita, e così anche per noi: se guardiamo solo a noi stessi, diventiamo dipendenti dai venti e non possiamo più passare sulle tempeste, sulle acque della vita. (Benedetto XVI – Angelus a Castel Gandolfo, 7 agosto 2011)
Accendi una Luce per un tuo caro
Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.





