pescatore getta la rete in mare

La Parola del 31 luglio 2025

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Domenica 18 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

Giovedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

La nube coprì la tenda del convegno e la gloria del Signore riempì la Dimora.

Dal libro dell’Èsodo
Es 40,16-21.34-38
 
In quei giorni, Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato: così fece.
Nel secondo anno, nel primo giorno del primo mese fu eretta la Dimora. Mosè eresse la Dimora: pose le sue basi, dispose le assi, vi fissò le traverse e rizzò le colonne; poi stese la tenda sopra la Dimora e dispose al di sopra la copertura della tenda, come il Signore gli aveva ordinato.

Prese la Testimonianza, la pose dentro l’arca, mise le stanghe all’arca e pose il propiziatorio sull’arca; poi introdusse l’arca nella Dimora, collocò il velo che doveva far da cortina e lo tese davanti all’arca della Testimonianza, come il Signore aveva ordinato a Mosè.

Allora la nube coprì la tenda del convegno e la gloria del Signore riempì la Dimora. Mosè non poté entrare nella tenda del convegno, perché la nube sostava su di essa e la gloria del Signore riempiva la Dimora.

Per tutto il tempo del loro viaggio, quando la nube s’innalzava e lasciava la Dimora, gli Israeliti levavano le tende. Se la nube non si innalzava, essi non partivano, finché non si fosse innalzata. Perché la nube del Signore, durante il giorno, rimaneva sulla Dimora e, durante la notte, vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la casa d’Israele, per tutto il tempo del loro viaggio.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 83 (84)

R. Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!

L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R.

Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido 
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, 
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio. R.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio,
cresce lungo il cammino il suo vigore. R.

Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)

Alleluia.

Il Vangelo di oggi 31 luglio 2025

Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,47-53

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?
».

Gli risposero: «».

Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Parola del Signore.

Il Vangelo del giorno
Il Vangelo del giorno
La Parola del 31 luglio 2025
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San Gregorio Magno (ca 540-604)

papa, dottore della Chiesa

Libro XIII, SC 212 (trad. cb©evangelizo)

L’ascesi vigile del giusto

“Si va consumando il mio spirito” (Gb 17,1 Vg). Lo spirito si consuma nel timore del giudizio, perché più l’anima degli eletti si sente vicina al giudizio supremo, più trema di paura nell’esame di coscienza e se viene a scoprire in se stessa qualche pensiero carnale, ella li consuma al fuoco della penitenza. (…) L’eletto si rende conto delle sue colpe con tanta più consapevolezza quando attende il giudice rigoroso che si avvicina.

Da ciò deriva che gli eletti sentono sempre vicina la loro fine. Poiché se l’anima dei riprovati si comporta spesso con scelleratezza, è perché crede di aver tanto tempo da vivere nel mondo. Così lo spirito dei giusti s’indebolisce e quello dell’ingiusto si consolida.

Per il fatto stesso, infatti, che si gonfia d’orgoglio, non conosce il deperimento del suo spirito. Invece il giusto, considerando la brevità della vita, si allontana dal peccato dell’orgoglio e dell’impurità. Da ciò questa aggiunta: “I miei giorni saranno abbreviati, non mi resta che la tomba”.

Chi considera ciò che sarà nella morte non agisce mai senza timore; e vedendosi quasi non più vivo, per così dire, vive in tutta verità davanti agli occhi di colui che l’ha creato. (…) E’ in questa vigile ascesi che il giusto sfugge all’inganno del peccato. Perciò la Scrittura dice: “In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato” (Si 7,36).

Le Parole dei Papi

Nel Vangelo, Gesù parla del discernimento con immagini tratte dalla vita ordinaria; ad esempio, descrive i pescatori che selezionano i pesci buoni e scartano quelli cattivi; o il mercante che sa individuare, tra tante perle, quella di maggior valore.

O colui che, arando un campo, si imbatte in qualcosa che si rivela essere un tesoro (cfr Mt 13,44-48). (…) Nel giudizio finale Dio opererà un discernimento – il grande discernimento – nei nostri confronti. Le immagini del contadino, del pescatore e del mercante sono esempi di ciò che accade nel Regno dei cieli, un Regno che si manifesta nelle azioni ordinarie della vita, che richiedono di prendere posizione. Per questo è così importante saper discernere: le grandi scelte possono nascere da circostanze a prima vista secondarie, ma che si rivelano decisive.

Per esempio, pensiamo al primo incontro di Andrea e Giovanni con Gesù, un incontro che nasce da una semplice domanda: “Rabbì, dove abiti?” – “Venite e vedrete” (cfr Gv 1,38-39), dice Gesù. Uno scambio brevissimo, ma è l’inizio di un cambiamento che, passo a passo, segnerà tutta la vita. A distanza di anni, l’Evangelista continuerà a ricordare quell’incontro che lo ha cambiato per sempre, ricorderà anche l’ora: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (v. 39).

È l’ora in cui il tempo e l’eterno si sono incontrati nella sua vita. E in una decisione buona, giusta, si incontra la volontà di Dio con la nostra volontà; si incontra il cammino attuale con l’eterno. Prendere una giusta decisione, dopo una strada di discernimento, è fare questo incontro: il tempo con l’eterno. (Papa Francesco Udienza generale, 31 agosto 2022)

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