Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 30 maggio 2025
Venerdì della VI settimana di Pasqua
- S. Jeanne (Giovanna) d’Arc (F) vergine (1412-1431)
- B. Carlo Liviero vescovo e fondatore (1866-1932)
- Santo del giorno
Prima Lettura
In questa città io ho un popolo numeroso.
Dagli Atti degli Apostoli
At 18,9-18
[Mentre Paolo era a Corìnto,] una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.
Mentre Gallione era proconsole dell’Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge». Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende». E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.
Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 46 (47)
R. Dio è re di tutta la terra.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.
Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama. R.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Cristo doveva patire e risorgere dai morti,
ed entrare così nella sua gloria. (Cf. Lc 24,46.26)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 30 maggio 2025
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,20-23a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
Parola del Signore.
San Teodoro Studita (759-826)
monaco a Costantinopoli
Catechesi (trad. cb© evangelizo)
“La vostra tristezza si cambierà in gioia” (Gv 16,20)
Sapete bene da voi stessi, le pene generano il riposo e certamente alle afflizioni succedono le gioie, i gemiti nutrono i piaceri dell’anima e gli stretti passaggi si aprono su spazi liberi, la fame e i digiuni, le gole serrate producono i cori eterni, la sete e le salive brucianti fanno scaturire, come dice il Signore, l’acqua per la vita eterna (Gv 4,14). E per riportarvi anche le parole del santo salmista David: “Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia” (Sal 126,5). “Poiché sapete queste cose, beati voi”, secondo quanto è scritto, “se le mettete in pratica” (cfr. Mt 7,24), ma “L’uomo insensato non le conosce e lo stolto non le capisce” (Sal 92,7). (…) Sì, voi siete prudenti e sensati, saggi e intelligenti, capaci di riflettere e perciò avete raggiunto certe virtù, per altre le raggiungerete e, aggiungo, non avete finito di conseguirle. Restiamo saldi dunque nella lotta, fratelli miei, e continuiamo a scavare i solchi della perseveranza. E lo so, porteremo la corona, abiteremo il cielo e saremo pieni di gioia in quel luogo dove fuggiranno tristezza e pianto, svaniranno afflizioni e sospiri (cfr. Is 35,10; 51,11). Procuratevi forza, munitevi di potenza e brilli la lampada del vostro ardore, nutrita da quell’olio che è la forza dell’anima (cfr. Mt 25,8-12).
LE PAROLE DEI PAPI
Vorrei invitare tutti a rinnovare la ferma fiducia nel Signore, ad affidarci come bambini nelle braccia di Dio, certi che quelle braccia ci sostengono sempre e sono ciò che ci permette di camminare ogni giorno, anche nella fatica. Vorrei che ognuno si sentisse amato da quel Dio che ha donato il suo Figlio per noi e che ci ha mostrato il suo amore senza confini. Vorrei che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano. In una bella preghiera da recitarsi quotidianamente al mattino si dice: «Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano…». Sì, siamo contenti per il dono della fede; è il bene più prezioso, che nessuno ci può togliere! Ringraziamo il Signore di questo ogni giorno, con la preghiera e con una vita cristiana coerente. Dio ci ama, ma attende che anche noi lo amiamo! (Benedetto XVI, Udienza Generale 27 febbraio 2013)






