Sabato della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Prima Lettura
Avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 4,9-11
Fratelli, riguardo all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva; voi stessi infatti avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e questo lo fate verso tutti i fratelli dell’intera Macedònia.
Ma vi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di più e a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 97 (98)
R. Il Signore viene a giudicare i popoli con rettitudine.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne. R.
Davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Gv 13,34)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 30 agosto 2025
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,14-30
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Parola del Signore.
Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)
monaca benedettina
Esercizi III, SC 127 (trad. adv@evangelizo.org)
Cristo mi chiederà conto…
Ecco che i miei peccati mi provocano forte spavento, le mie omissioni mi coprono di profonda vergogna, sciupare la vita mi causa grande timore. Temo l’esame futuro dove Cristo, uomo nobile, mi chiederà conto. Se volesse esigere da me il tempo che mi ha dato, e l’intelligenza, talento che mi ha affidato per rendergli gli interessi, senza dubbio non avrei alcuna conveniente risposta alla tua carità. Che farò? Da quale parte mi volgerò? Non posso zappare la terra; mendicare, ho vergogna (Lc 16,3).
Amore! Amore mio! apri ora la bocca; te ne supplico, il tuo dolce consiglio riconforti l’anima mia. Di grazia, rispondimi: cosa vorrai fare di me, in questa situazione, poiché per nome tu hai un cuore tenero e conosci perfettamente quanto mi spetta in questa situazione. Di grazia, perdonami e vieni in mio aiuto, non guardarmi con indifferenza in questa tribolazione. Lasciati commuovere dalla povertà del mio spirito e, mosso a compassione, dimmi nella tua bontà: “una sola borsa avremo in comune” (Pr 1,14).
Amore! Amore mio! Non hai forse a casa tua tante belle ricchezze che il cielo e la terra non bastano a contenere?! Tu hai costretto il mio Gesù a dare la sua anima per la mia, per la mia vita la sua; di modo che hai fatto mio tutto quanto è suo, così, con la tua abbondanza, hai moltiplicato i beni del povero. Di grazia, chiama l’anima mia affamata alla tua generosità, affinché io viva pienamente delle tue ricchezze e, innalzata, nutrita da te, non sbagli nel servizio del Signore fino a che, da te condotta, ritorni al mio Dio e renda lo spirito a chi me l’ha donato (Qo 12,7).
LE PAROLE DEI PAPI
Con questa parabola, Gesù vuole insegnare ai discepoli ad usare bene i suoi doni: Dio chiama ogni uomo alla vita e gli consegna dei talenti, affidandogli nel contempo una missione da compiere. Sarebbe da stolti pensare che questi doni siano dovuti, così come rinunciare ad impiegarli sarebbe un venir meno allo scopo della propria esistenza. (…) Cari fratelli, accogliamo l’invito alla vigilanza, a cui più volte ci richiamano le Scritture!
Essa è l’atteggiamento di chi sa che il Signore ritornerà e vorrà vedere in noi i frutti del suo amore. La carità è il bene fondamentale che nessuno può mancare di mettere a frutto e senza il quale ogni altro dono è vano (cfr 1 Cor 13,3). Se Gesù ci ha amato al punto da dare la sua vita per noi (cfr 1 Gv 3,16), come potremmo non amare Dio con tutto noi stessi e amarci di vero cuore gli uni gli altri? (cfr 1 Gv 4,11) Solo praticando la carità, anche noi potremo prendere parte alla gioia del nostro Signore. (Benedetto XVI – Angelus, 13 novembre 2011)
Accendi una Luce per un tuo caro
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