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Buon anniversario di matrimonio a Giuseppina e Remigio.
Auguri da Eugenio e Francesca ♥

Venerdì della I settimana di Avvento

Libro di Isaia 29,17-24.

Certo, ancora un pò e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo di Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo, saranno eliminati quanti tramano iniquità,
quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore che riscattò Abramo: “D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più,
poiché vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio di Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza e i brontoloni impareranno la lezione”.

Salmi 27(26),1.4.13-14.

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,27-31.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi».
Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede».
E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!».
Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

Simeone il Nuovo Teologo (ca 949-1022)

monaco greco
Inno 37 (Inni (XVI-XL), tome II)

“E si aprirono loro gli occhi”

Maestro, o Cristo, Maestro che salva le anime, Dio, padrone di tutte le potenze visibili e invisibili, perché Creatore di tutto ciò che è in cielo, e di tutto ciò che esiste sopra il cielo, di tutto ciò che è sotto la terra, ma anche di ciò che è sulla terra. (…) Tieni tutto in mano, perché è la tua mano, o Maestro, il grande potere che compie la volontà del Padre vostro, che forgia, realizza, crea e dirige la nostra vita in modo inesprimibile. È questa mano, dunque, che ha creato anche me e dal nulla mi ha fatto nascere. E sono nato in questo mondo ed ero totalmente all’oscuro di te, il buon Maestro Tu, mio creatore, tu che mi hai modellato, e io ero nel mondo come un cieco e come senza Dio, perché non conoscevo il mio Dio. Poi tu stesso hai avuto pietà, mi hai guardato, mi hai convertito, avendo fatto brillare la tua luce nelle mie tenebre, e mi ha attirato a te, o Creatore. E dopo che mi hai preso dal fondo della fossa (…) dei desideri e dei piaceri di questa vita, mi hai mostrato la strada, mi hai dato una guida per condurmi ai tuoi comandamenti. L’ho seguito, l’ho seguito, senza problemi (…). Ma anche quando ti ho visto, il buon maestro lì con la mia guida e con mio Padre, Ho sentito un amore e un desiderio indicibili. Ero oltre la fede, oltre la speranza e ho detto: “Ecco, io vedo i beni che verranno (cfr. Eb 10,1), il Regno dei cieli è qui. Vedo davanti ai miei occhi “quelle cose che occhio non vide e orecchio udì” (Is 64:3; 1 Cor 2:9).


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