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Leggi e ascolta il Vangelo e La Parola del 29 settembre 2023

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, festa

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Prima Lettura

Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
 
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 12,7-12a
 
Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.

E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.

Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.

Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell’Agnello
e alla parola della loro testimonianza,
e non hanno amato la loro vita
fino alla morte.
Esultate, dunque, o cieli
e voi che abitate in essi
».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 137 (138)

R. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R.
 
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R.
 
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontà. (Sal 102 (103),21)

Alleluia.

Il Vangelo del 29 settembre 2023

Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

La Parola del 29 settembre 2023
La Parola del 29 settembre 2023 19

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,47-51
 
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

San Cirillo di Gerusalemme (313-350)

vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa

Catechesi battesimale n°6,5-6 (trad. cb© evangelizo)

“vedrete il cielo aperto” (Gv 1,51)

Forse che, col pretesto che sono incapace di bere tutto il fiume, mi priverò di prenderne modestamente ciò che mi serve? E che, col pretesto che i miei occhi per costituzione m’impediscono di abbracciare il sole intero, non lo guardo più almeno per quanto mi obbliga a ciò la necessità, o ancora, col pretesto che non posso mangiare tutti i frutti di un frutteto in cui sono entrato, me ne esco con la fame?

Lodo e glorifico colui che ci ha fatti, poiché un ordine divino l’ha prescritto: “Ogni vivente lodi il Signore” (Sal 145,10.21) (…) E allora come mai, si dirà, è scritto: “Gli angeli dei piccoli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18,10)? Gli angeli vedono Dio, non come egli è, ma – loro pure – secondo quanto possono comprenderlo.

Poiché Gesù stesso dice: “Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre” (Gv 6,46). Gli angeli quindi vedono Dio secondo la loro capacità, gli arcangeli come possono; i Troni e le Dominazioni meglio che le prime categorie, ma restano al di sotto della conoscenza adeguata all’oggetto.

Può vedere come si conviene solo il Figlio e lo Spirito Santo. Infatti quest’ultimo “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio” (1 Co 2,10).

Perciò, contemporaneamente l’unigenito Figlio e lo Spirito Santo conoscono il Padre adeguatamente, – poiché “nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,27) -, il Figlio vede Dio e lo rivela con lo Spirito e per mezzo dello Spirito Santo ad ognuno secondo la sua capacità. (…) Quindi, poiché gli angeli lo ignorano – l’abbiamo detto infatti, l’unigenito, a ciascuno secondo le sue possibilità, rivela con lo Spirito e per lo Spirito Santo -, nessuno arrossisca di confessare la propria ignoranza.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Chi ascolta gli altri, sa ascoltare anche il Signore, e viceversa.

E sperimenta una cosa molto bella, cioè che il Signore stesso ascolta: ci ascolta quando lo preghiamo, quando ci confidiamo con Lui, quando lo invochiamo.

Ascoltare Gesù diventa così la via per scoprire che Egli ci conosce. Ma ciò non significa solo che sa molte cose su di noi: conoscere in senso biblico vuol dire anche amare. Vuol dire che il Signore, mentre “ci legge dentro”, ci vuole bene, non ci condanna.

Se lo ascoltiamo, scopriamo questo, che il Signore ci ama. La via per scoprire l’amore del Signore è ascoltarlo. Allora il rapporto con Lui non sarà più impersonale, freddo o di facciata. Gesù cerca una calda amicizia, una confidenza, un’intimità.

Vuole donarci una conoscenza nuova e meravigliosa: quella di saperci sempre amati da Lui e quindi mai lasciati soli a noi stessi. Soprattutto nelle sofferenze, nelle fatiche, nelle crisi che sono il buio: Lui ci sostiene attraversandole con noi. (Regina Caeli, 8 maggio 2022)

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