Giovedì della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Agostino d’Ippona vescovo e Dr. della Chiesa (354-430)
- S. Junípero Serra Ferrer sacerdote O.F.M. (1713-1784)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Il Signore vi faccia sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 3,7-13
Fratelli, in mezzo a tutte le nostre necessità e tribolazioni, ci sentiamo consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede. Ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore.
Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi, per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio, noi che con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che manca alla vostra fede?
Voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi!
Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 89 (90)
R. Saziaci, Signore, con il tuo amore.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. R.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! R.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo. (Mt 24,42a.44)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 28 agosto 2025
Tenetevi pronti.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24,42-51
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così!
Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Parola del Signore.
Sant’Atanasio (295-373)
vescovo d’Alessandria, dottore della Chiesa
Vita di S. Antonio, 16-20 (trad. cb©evangelizo)
Aumentiamo l’ardore ogni giorno in attesa della vita eterna!
Un giorno, tutti i monaci si erano riuniti intorno ad Antonio in ascolto della sua parola. Disse loro con la certezza di un profeta: “Bastano le Sacre Scritture alla nostra istruzione; tuttavia, è buona cosa incoraggiarci reciprocamente nella fede e aiutarci con colloqui.
Quindi, filialmente, portate al padre ciò che sapete; ed io, vostro superiore, vi trasmetto ciò che ho di esperienza. In primo luogo sforziamoci tutti insieme di non rilassarci dopo aver bene iniziato, e di non scoraggiarci davanti alle difficoltà; non diciamoci: da lungo tempo non viviamo l’ascesi. Al contrario, aumentiamo ogni giorno l’ardore, come se non facessimo che cominciare. Poiché tutta la vita dell’uomo è molto breve, confrontata ai secoli a venire, e tutto il tempo presente è nulla in confronto alla vita eterna. Ogni cosa di questo mondo si vende al suo valore o si scambia con una dello stesso prezzo; ma la promessa della vita eterna si compra a buon mercato.
Dopo aver lottato sulla terra, otterremo non un’eredità terrestre, ma un’eredità celeste; e quando avremo lasciato questo corpo corruttibile, lo riprenderemo incorruttibile. Perciò quindi, cari figli, non scoraggiamoci, non consideriamo lungo il tempo, non crediamo di far tanto; poiché “le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi” (Rm 8,18). Eco perché, figli miei, restiamo saldi nell’ascesi, rifuggiamo l’accidia. Il Signore infatti collabora con noi, perciò è scritto: “Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rm 8,28).
LE PAROLE DEI PAPI
Oggi, abbiamo sentito nel Vangelo la parabola del servo fidato (Mt 24, 42-51). Questo servo fidato – così ci dice il Signore – dà il cibo agli altri al tempo giusto. Non fa tutto insieme, ma è un servo saggio e prudente, che sa distribuire nei diversi momenti quanto deve fare in quella situazione e lo fa con umiltà, ed è anche sicuro della fiducia del suo padrone.
Così noi, dobbiamo fare il possibile per cercare di essere saggi e prudenti, e anche avere fiducia nella bontà del nostro «Padrone», del Signore, perché alla fine deve egli stesso guidare la sua Chiesa. Noi ci inseriamo con il piccolo dono nostro e facciamo quanto possiamo fare, soprattutto le cose sempre necessarie: i Sacramenti, l’annuncio della Parola, i segni della nostra carità e del nostro amore. (Benedetto XVI – Incontro con i sacerdoti della diocesi di Albano, 31 agosto 2006)
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