Martedì della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- Madonna di Częstochowa (Madonna Nera) Polonia
- S. Alessandro di Bergamo martire († 303)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 2,1-8
Voi stessi, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata inutile. Ma, dopo avere sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il Vangelo di Dio in mezzo a molte lotte.
E il nostro invito alla fede non nasce da menzogna, né da disoneste intenzioni e neppure da inganno; ma, come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori.
Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone.
E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.
Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 138 (139)
R. Signore, tu mi scruti e mi conosci.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie. R.
La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva, efficace:
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 26 agosto 2025
Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 23,23-26
In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».
Parola del Signore.
San Pier Damiani (1007-1072)
eremita poi vescovo, dottore della Chiesa
Opuscolo 51; PL 145m 749ss (trad. adv@evangelizo.org)
“Trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà”
Se vuoi camminare correttamente, con discrezione e con frutto nella strada della vera religione, devi essere austero e severo con te stesso, ma apparire sempre gioioso e aperto con gli atri, sforzandoti nel cuore di camminare vette della dirittura morale, sapendo tuttavia abbassarti con bontà verso i deboli. Insomma, davanti al giudizio della coscienza devi moderare il rigore della giustizia, in modo da non esser duro coi peccatori, ma pronto al perdono e indulgente. (…) Considera pericoloso e mortale il tuo peccato; quello degli altri, chiamalo fragilità della condizione umana.
Il peccato che in te consideri degno di una severa correzione, negli altri pensa che non meriti che un piccolo colpo di bacchetta. Non essere più giusto del giusto: abbi timore di commettere il peccato, ma non esitare a perdonare il peccatore. La vera giustizia non è quella che getta l’anima del fratello nel tranello della disperazione. (…) E’ molto pericoloso il fuoco che, bruciando della legna, minaccia di bruciare la casa stessa con le sue fiamme ardenti.
No, chi volentieri enumera i difetti degli altri non eviterà il peccato, poiché, anche se è mosso dallo zelo della giustizia, presto o tardi, si lascerà andare al giudizio negativo. E’ evidente, se la nostra vita non ci sembrasse tanto brillante, quella degli altri non ci sembrerebbe tanto brutta. E se fossimo giudici severi verso noi stessi, come converrebbe, i peccati degli altri non troverebbero in noi censori tanto rigorosi.
Le Parole dei Papi
Prendete il capitolo 23.mo del Vangelo di San Matteo e vedete quante volte Gesù dice: “ipocriti, ipocriti, ipocriti”, e svela cosa sia l’ipocrisia. L’ipocrita è una persona che finge, lusinga e trae in inganno perché vive con una maschera sul volto, e non ha il coraggio di confrontarsi con la verità.
Per questo, non è capace di amare veramente – un ipocrita non sa amare – si limita a vivere di egoismo e non ha la forza di mostrare con trasparenza il suo cuore. (…) Non dovremmo mai dimenticare le parole del Signore: “Sia il vostro parlare sì sì, no no, il di più viene dal maligno” (Mt 5,37). Fratelli e sorelle, pensiamo oggi a ciò che (…) Gesù condanna: l’ipocrisia.
E non abbiamo paura di essere veritieri, di dire la verità, di sentire la verità, di conformarci alla verità. Così potremo amare. Un ipocrita non sa amare. Agire altrimenti dalla verità significa mettere a repentaglio l’unità nella Chiesa, quella per la quale il Signore stesso ha pregato. (Papa Francesco – Udienza generale, 25 agosto 2021)
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