Martedì della XXIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Gaspare del Bufalo sacerdote e fondatore (1786-1837)
- B. Pino Puglisi sac. a Palermo e martire (1937-1993)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Se per la caduta di uno solo la morte ha regnato, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,12.15b.17-19.20b-21
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata anche la morte, poiché tutti hanno peccato, molto più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 39 (40)
R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.
«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vegliate in ogni momento pregando,
perché abbiate la forza di comparire
davanti al Figlio dell’uomo. (Lc 21,36)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 21 ottobre 2025
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore.
Sant’Ambrogio (ca 340-397)
vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Discorso 12 sul salmo 118; CSEL 62, 258 (cb©evangelizo.org)
“Per aprirgli subito, appena arriva e bussa”
Il Verbo di Dio scuote gli oziosi e sveglia chi dorme. Chi bussa alla porta infatti vuole sempre entrare. La tua porta sia aperta per colui che viene; apri l’anima, dilata la capacità del tuo spirito per scoprire la ricchezza della semplicità, i tesori della pace, la dolcezza della grazia. Dilata il cuore; corri incontro al sole della luce eterna che “illumina ogni uomo” (Gv 1,9). E’ certo che la vera luce brilla per tutti; ma se uno chiude le finestre, si priverà lui stesso della luce eterna. Perciò anche Cristo resta fuori se chiudi la porta dell’anima. Certo, potrebbe entrare, ma non vuole introdursi con forza, non vuole costringere coloro che lo rifiutano. Venuto dalla Vergine, uscito dal suo grembo, illumina l’universo per risplendere su tutti. Chi desidera ricevere la luce che brilla di splendore eterno gli apre; nessuna notte potrà sopraggiungere. Infatti il sole che vediamo ogni giorno cede alle tenebre della notte; ma il Sole di giustizia (Mal 3,20) non conosce tramonto, poiché il male non vince la Sapienza.
LE PAROLE DEI PAPI
Il Signore ci ricorda che la vita è un cammino verso l’eternità; pertanto, siamo chiamati a far fruttificare tutti i talenti che abbiamo, senza mai dimenticare che «non abbiamo qui la città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura» (Eb 13,14). (…) Noi non possiamo capire davvero in cosa consista questa gioia suprema, tuttavia Gesù ce lo fa intuire con la similitudine del padrone che trovando ancora svegli i servi al suo ritorno: «si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli» (v. 37). La gioia eterna del paradiso si manifesta così: la situazione si capovolgerà, e non saranno più i servi, cioè noi, a servire Dio, ma Dio stesso si metterà a nostro servizio. E questo lo fa Gesù fin da adesso: Gesù prega per noi, Gesù ci guarda e prega il Padre per noi, Gesù ci serve adesso, è il nostro servitore. E questa sarà la gioia definitiva. Il pensiero dell’incontro finale con il Padre, ricco di misericordia, ci riempie di speranza, e ci stimola all’impegno costante per la nostra santificazione e per costruire un mondo più giusto e fraterno. La Vergine Maria, con la sua materna intercessione, sostenga questo nostro impegno. (Papa Francesco, Angelus, 11 agosto 2019)





