vigneto e tralcio di vite

La Parola del 21 maggio 2025

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Mercoledì 14 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 21 maggio 2025

Mercoledì della V settimana di Pasqua

Prima Lettura

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli
At 15,1-6

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)

R. Andremo con gioia alla casa del Signore.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore. R.

Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto. (Gv 15,4a.5b)

Alleluia.

Il Vangelo di oggi 21 maggio 2025

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Il Vangelo del giorno
Il Vangelo del giorno
La Parola del 21 maggio 2025
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San Cirillo di Gerusalemme (313-350)

vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa

Catechesi battesimale n° 1,4 (trad. cb© evangelizo)

Siamo partecipi della santa vigna

Stai per ricevere un’armatura non peritura, ma spirituale. Stai ormai per essere piantato nel paradiso mistico; stai per ricevere un nome nuovo che non ti apparteneva prima. Prima di questo giorno eri catecumeno, mentre ora sarai chiamato fedele. Stai per essere trapiantato fra gli olivi mistici, innestato dall’olivo selvaggio in quello libero dai peccati nella giustizia, dalle sozzure nella purezza. Divieni partecipe della santa vigna. Se resti nella vigna, crescerai come ramo fertile; se al contrario non vi resti, sarai consumato dal fuoco. Portiamo dunque i frutti convenienti. Guardiamoci dal fare come il fico sterile, per paura che Gesù, passando, non rinnovi la maledizione contro la sterilità. Tutti piuttosto possano pronunciare questa parola: “Ma io, come olivo verdeggiante nella casa di Dio, confido nella fedeltà di Dio in eterno e per sempre” (Sal 52,10). Olivo non materiale ma mistico, porta-luce- Appartiene a Dio di piantare e innaffiare, a te di portare frutto. A Dio di dare la grazia, a te di accoglierla e custodirla. Non disdegnare che la grazia è gratuita, ma quando l’hai ricevuta, conservala con cura.

LE PAROLE DEI PAPI

Desidero esortarvi ad avere sempre una totale fiducia nell’azione della grazia divina. […]  Infatti Gesù insiste di rimanere in Lui, di restare nel suo amore, di essere tralci innestati nella Vite, per portare frutti abbondanti; Gesù avverte chiaramente: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5) ed invita a pregare sempre, senza mai stancarci (Lc 18,1). Nelle varie crisi odierne delle idee e dei costumi si può talvolta essere delusi e sconfitti; sentire come l’ora del Getsemani, l’ora della Croce. Ma deve anche essere l’ora della suprema fiducia nella “grazia”, che agisce in modo invisibile, imprevedibile, misterioso, proprio anche mediante il travaglio della nostra umana impotenza. Ricordiamo San Paolo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?” (Rm 8,31-32). Siate perciò sempre e soprattutto anime che pregano, che adorano, che amano. Santa Caterina in una delle sue preghiere diceva: “Nella tua natura, Deità Eterna, conoscerò la natura mia”. E si domandava: “Qual è la natura mia? È fuoco!” (San Giovanni Paolo II – Discorso alle missionarie della scuola, Castelgandolfo 25 agosto 1980)

Accendi una Luce per un tuo caro

Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

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