Leggi e ascolta il Vangelo e la Parola del 19 maggio 2025
Lunedì della V settimana di Pasqua
- S. Crispino da Viterbo religioso O.F.M. Cap. (1668-1750)
- B. Pina Suriano laica e apostola dell’Az. Cat. (1915-1950)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente.
Dagli Atti degli Apostoli
At 14,5-18
In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nella città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando.
C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!». Egli balzò in piedi e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.
Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all’ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori». E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 113 B (115)
R. Non a noi, Signore, ma al tuo nome da gloria.
Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome da gloria,
per il tuo amore, per la tua fedeltà.
Perché le genti dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?». R.
Il nostro Dio è nei cieli:
tutto ciò che vuole, egli lo compie.
I loro idoli sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo. R.
Siate benedetti dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.
I cieli sono i cieli del Signore,
ma la terra l’ha data ai figli dell’uomo. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa,
dice il Signore,
e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. (Gv 14,26)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 19 maggio 2025
Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,21-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Parola del Signore.
San Gregorio Nisseno (ca 335-395)
monaco e vescovo
La fenditura nella roccia (trad. cb© evangelizo)
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola”
Il Verbo dice: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia” (Ct 2,13-14). Cosa è quindi questa ascesa verso la perfezione di cui parla il nostro testo? Si tratta di non più badare allo sforzo come quando si tira qualcuno, ma di seguire come guida alla perfezione ciò che attrae. “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!” dice il Verbo; non a malincuore o per necessità, ma “vieni presto!”, col desiderio del bene rafforzato dalla tua decisione, e non per la costrizione della necessità. Poiché la virtù non ammette tiranno, ma agisce volontariamente ed è libera da ogni necessità. Così era David che pregava Dio di accogliere solo le offerte fatte di buon grado e prometteva di offrire sacrifici spontanei (Sal 54,8).E’ anche l’attitudine di tutti i santi di offrirsi a Dio, liberamente, non per necessità. Mostra quindi anche tu la perfezione col tuo desiderio di salire più in alto. Una volta là, dice il Verbo, tu verrai “nelle fenditure della roccia”. Ecco il senso di queste parole, poiché occorre tradurre l’enigma in parole più chiare. L’unica fenditura della roccia per l’anima dell’uomo è l’altezza del vangelo; se vi si arriva, non si ha più bisogno ormai dell’insegnamento oscuro di figure nascoste nei precetti. Che la grazia del Vangelo sia chiamata roccia, nessuno che condivida un po’ la nostra fede lo contraddirebbe. Più volte si può vedere infatti nella Scrittura che il Vangelo è una roccia (cfr. Mt 7,24). (…) Poiché la fenditura della roccia è vicino la muraglia, non è lontano per te passare dal muro alla fenditura. (…) Così chi respinge la legge viene alla fenditura della roccia evangelica che fa seguito al muro della carne.
LE PAROLE DEI PAPI
Paolo e Barnaba vanno ad Antiochia, vanno prima dai giudei, ma loro non vogliono ascoltare la voce del Signore, e cominciano allora ad annunciare il Vangelo a tutto il mondo, ai pagani. Partono, come sappiamo, per questa grande missione. San Paolo viene a Roma, dove alla fine lui la compie. Un altro esempio di testimonianza di un buon pastore. Ma in quell’esempio c’è anche un invito molto speciale a tutti noi. Lo dico anche in una maniera molto personale; annunciare il Vangelo a tutto il mondo.
Coraggio! Senza paura! Tante volte Gesù dice nel Vangelo: “Non abbiate paura!”. Bisogna essere coraggiosi nella testimonianza che diamo, con la parola e soprattutto con la vita: dando la vita, servendo, qualche volta con grandi sacrifici, per vivere proprio questa missione. (Papa Leone XIV – Omelia nella cripta della Basilica di San Pietro, 11 maggio 2025)
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