Lunedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Elena madre dell’Imperatore Costantino († 329)
- S. Alberto Hurtado Cruchaga presbitero S.J. (1901-1952)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Il Signore fece sorgere dei giudici, ma neppure a loro davano ascolto.
Dal libro dei Giudici
Gdc 2,11-19
In quei giorni, gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal; abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti.
Allora si accese l’ira del Signore contro Israele e li mise in mano a predatori che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, ed essi non potevano più tener testa ai nemici. In tutte le loro spedizioni la mano del Signore era per il male, contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all’estremo.
Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li salvavano dalle mani di quelli che li depredavano. Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.
Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li salvava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice, perché il Signore si muoveva a compassione per i loro gemiti davanti a quelli che li opprimevano e li maltrattavano. Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro: non desistevano dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 105 (106)
R. Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.
[I nostri padri] non sterminarono i popoli
come aveva ordinato il Signore,
ma si mescolarono con le genti
e impararono ad agire come loro. R.
Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello.
Immolarono i loro figli
e le loro figlie ai falsi dèi. R.
Si contaminarono con le loro opere,
si prostituirono con le loro azioni.
L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità. R.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,3)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 18 agosto 2025
Se vuoi essere perfetto, vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,16-22
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?».
Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
Parola del Signore.
San Clemente d’Alessandria (150-ca 215)
teologo
Omelia « Quale ricco potrà salvarsi?», 8-9; PG 9,603 (trad. cb©evangelizo)
“Se lo vuoi”
Questo giovane sa bene che, nonostante nulla manchi alla sua virtù, c’è ancora qualcosa che manca alla sua vita. Perciò viene a chiederla all’unico che può dargliela. E’ certo di essere a posto con la Legge; tuttavia implora il Figlio di Dio. Passa da una fede ad un’altra. Gli ormeggi della Legge non lo difendono dal rollio, inquieto, lascia l’ancoraggio pericoloso e viene a gettare l’ancora nel porto del Salvatore. Gesù non gli rimprovera di aver mancato a qualche articolo della Legge, ma si mette ad amarlo (Mc 10,21), commosso dall’impegno di questo allievo.
Tuttavia lo definisce ancora imperfetto (…): è un buon operaio della Legge, ma pigro per la vita eterna. Va già bene, senza dubbio; “la santa Legge” è come un pedagogo (Rm 7,27; Gal 3,24) che insegna col timore e avvia verso i sublimi comandamenti di Gesù e verso la grazia. “Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede” (Rm 10,4). Egli non è uno schiavo che fa degli schiavi, ma dona la qualità di figli, fratelli, coeredi, a tutti coloro che compiono la volontà del Padre (Rm 8,17; Mt 12,50). (…) Questa parola “Se lo vuoi” mostra magnificamente la libertà del giovane; sta a lui scegliere, è padrone della sua decisione. Ma è Dio che dona, perché è il Signore. Dona a tutti coloro che vogliono e s’impegnano con tutto il cuore e pregano, perché la salvezza sia la loro scelta. Nemico della violenza, Dio non costringe alcuno, ma porge la grazia a coloro che la cercano, la offre a coloro che la chiedono, apre a coloro che bussano (Mt 7,7).
LE PAROLE DEI PAPI
Gesù dà ai discepoli – e anche a noi oggi – il suo insegnamento: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!» (v. 23). A queste parole, i discepoli rimasero sconcertati; e ancora di più dopo che Gesù ebbe aggiunto: «E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Ma, vedendoli attoniti, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio» (cfr vv. 24-27).
Così commenta San Clemente di Alessandria: «La parabola insegni ai ricchi che non devono trascurare la loro salvezza come se fossero già condannati, né devono buttare a mare la ricchezza né condannarla come insidiosa e ostile alla vita, ma devono imparare in quale modo usare la ricchezza e procurarsi la vita» (Quale ricco si salverà?, 27, 1-2). La storia della Chiesa è piena di esempi di persone ricche, che hanno usato i propri beni in modo evangelico, raggiungendo anche la santità. Pensiamo solo a san Francesco, a santa Elisabetta d’Ungheria o a san Carlo Borromeo. La Vergine Maria, Sede della Sapienza, ci aiuti ad accogliere con gioia l’invito di Gesù, per entrare nella pienezza della vita. (Benedetto XVI – Angelus ,14 ottobre 2012)
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