Giovedì della XXVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Marguerite-Marie Alacoque vergine (1647-1690)
- S. Gerardo Maiella religioso redentorista (1726-1755)
- Santo del giorno
Prima Lettura
L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 3,21-30a
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.
È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.
Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti! Poiché unico è Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Sal 129 (130)
R. Con il Signore è la misericordia e grande
è con lui la redenzione.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 16 ottobre 2025
Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,47-54
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Parola del Signore.
Santa Caterina da Siena (1347-1380)
terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d’Europa
Lettera 41 alla regina di Napoli, n° 318 (trad. cb©evangelizo)
“Convertitevi perché il regno dei Cieli è vicino”
Io, Caterina, serva dei servi di Gesù Cristo, vi scrivo nel suo prezioso sangue, col desiderio di vedere in voi una vera conoscenza di voi stessa e del vostro Creatore. E questa conoscenza è necessaria alla nostra salvezza, poiché ogni virtù viene da questa santa conoscenza. Dove si trova la vera umiltà? Nella conoscenza di noi stessi; poiché l’anima che riconosce che è nulla e che le viene da Dio tutto il suo essere, non può alzare la testa con orgoglio verso il suo creatore, né verso il prossimo; poiché chi è nulla per se stesso non può inorgoglirsi. E quando l’anima si affigge per il suo peccato? Nella conoscenza di se stessa, considerando piamente chi è quella che ha offeso Dio e chi è il Dio che ha offeso. (…) Col nostro peccato perdiamo la vita della grazia e la nostra dignità. (…) Perché? Perché non conosciamo ciò che segue il peccato e dove ci conduce poiché, se lo conoscessimo veramente, lasceremmo il vizio e le abitudini sregolate e abbracceremmo la virtù. Allora renderemmo onore a Dio, conserveremmo la bellezza, la dignità della nostra anima; seguiremmo la dottrina della verità e, seguendola, saremmo figli di questa verità. (…) Tornate in voi stessa e non dormite più un apparente sonno; risvegliatevi approfittando dell’istante che vi è accordato. Non aspettate tempo, perché il tempo non attende. Conoscete veramente voi stessa e conoscete la grande bontà di Dio verso di voi.
Le Parole dei Papi
Nelle ideologie non c’è Gesù: la sua tenerezza, amore, mitezza. E le ideologie sono rigide, sempre. Di ogni segno: rigide. E quando un cristiano diventa discepolo dell’ideologia, ha perso la fede: non è più discepolo di Gesù, è discepolo di questo atteggiamento di pensiero, di questo… E per questo Gesù dice loro: ‘Voi avete portato via la chiave della conoscenza’. La conoscenza di Gesù è trasformata in una conoscenza ideologica e anche moralistica, perché questi chiudevano la porta con tante prescrizioni”. (…) E quando un profeta o un buon cristiano li rimprovera, fanno lo stesso che hanno fatto con Gesù: ‘Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile – questi ideologici sono ostili – e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie – sono insidiosi – per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca’. Chiediamo al Signore la grazia, primo: non smettere di pregare, per non perdere la fede, rimanere umili. E così non diventeremo chiusi, che chiudono la strada al Signore”. (Papa Francesco – Omelia Santa Marta, 17 ottobre 2013)
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