Dal Vangelo secondo Luca Lc 11,47-54

La Parola del 16 ottobre 2025

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Mercoledì 21 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

Giovedì della XXVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 3,21-30a
 
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.
È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.
Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti! Poiché unico è Dio.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 129 (130)

R. Con il Signore è la misericordia e grande 
     è con lui la redenzione.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.
 
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.
 
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6)

Alleluia.

Il Vangelo di oggi 16 ottobre 2025

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,47-54

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore.

Il Vangelo del giorno
Il Vangelo del giorno
La Parola del 16 ottobre 2025
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Santa Caterina da Siena (1347-1380)

terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d’Europa

Lettera 41 alla regina di Napoli, n° 318 (trad. cb©evangelizo)

“Convertitevi perché il regno dei Cieli è vicino”

Io, Caterina, serva dei servi di Gesù Cristo, vi scrivo nel suo prezioso sangue, col desiderio di vedere in voi una vera conoscenza di voi stessa e del vostro Creatore. E questa conoscenza è necessaria alla nostra salvezza, poiché ogni virtù viene da questa santa conoscenza. Dove si trova la vera umiltà? Nella conoscenza di noi stessi; poiché l’anima che riconosce che è nulla e che le viene da Dio tutto il suo essere, non può alzare la testa con orgoglio verso il suo creatore, né verso il prossimo; poiché chi è nulla per se stesso non può inorgoglirsi. E quando l’anima si affigge per il suo peccato? Nella conoscenza di se stessa, considerando piamente chi è quella che ha offeso Dio e chi è il Dio che ha offeso. (…) Col nostro peccato perdiamo la vita della grazia e la nostra dignità. (…) Perché? Perché non conosciamo ciò che segue il peccato e dove ci conduce poiché, se lo conoscessimo veramente, lasceremmo il vizio e le abitudini sregolate e abbracceremmo la virtù. Allora renderemmo onore a Dio, conserveremmo la bellezza, la dignità della nostra anima; seguiremmo la dottrina della verità e, seguendola, saremmo figli di questa verità. (…) Tornate in voi stessa e non dormite più un apparente sonno; risvegliatevi approfittando dell’istante che vi è accordato. Non aspettate tempo, perché il tempo non attende. Conoscete veramente voi stessa e conoscete la grande bontà di Dio verso di voi.

Le Parole dei Papi

Nelle ideologie non c’è Gesù: la sua tenerezza, amore, mitezza. E le ideologie sono rigide, sempre. Di ogni segno: rigide. E quando un cristiano diventa discepolo dell’ideologia, ha perso la fede: non è più discepolo di Gesù, è discepolo di questo atteggiamento di pensiero, di questo… E per questo Gesù dice loro: ‘Voi avete portato via la chiave della conoscenza’. La conoscenza di Gesù è trasformata in una conoscenza ideologica e anche moralistica, perché questi chiudevano la porta con tante prescrizioni”. (…) E quando un profeta o un buon cristiano li rimprovera, fanno lo stesso che hanno fatto con Gesù: ‘Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile – questi ideologici sono ostili – e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie – sono insidiosi – per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca’. Chiediamo al Signore la grazia, primo: non smettere di pregare, per non perdere la fede, rimanere umili. E così non diventeremo chiusi, che chiudono la strada al Signore”. (Papa Francesco – Omelia Santa Marta, 17 ottobre 2013)

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Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

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