Lunedì della XXVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Romolo di Genova vescovo – Patrono di Sanremo –
- BB. 522 Martiri spagnoli († 1936-1939)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1,1-7
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal sal 97 (98)
R. Il Signore si è ricordato del suo amore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 13 ottobre 2025
Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.
Afraate (?-ca 345)
monaco e vescovo nei pressi di Mossul
Dimostrazioni, n° 3 – Del digiuno; SC 349 (trad. cb©evangelizo)
« Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione »
I figli di Ninive fecero un vero digiuno puro, quando Giona predicò loro la conversione. Così è scritto infatti: Quando sentirono la predicazione di Giona, bandirono un digiuno continuo, una supplica ininterrotta, seduti sulla cenere. Tolti i manti delicati, si coprirono di sacco. Rifiutarono ai bimbi il seno della madre, agli animali, grandi e piccoli il pascolo (Gn 3). (…) Ed ecco ciò che dice la Scrittura: “Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”. Non dice: “Vide un’astinenza da pane e da acqua, con il sacco e la cenere”, bensì: “Che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia”. (…) E’ questo un digiuno puro; e fu accettato il digiuno che fecero gli abitanti di Ninive, quando si convertirono dalla loro condotta malvagia e dalla cupidigia delle loro mani. (…) Infatti, amico mio, quando uno digiuna, è sempre l’astinenza dalla malvagità la cosa migliore. E’ meglio dell’astinenza da pane e acqua, meglio che “piegare come un giunco il capo e avere sacco e cenere per letto” come dice Isaia (58,5). Infatti, quando uno si astiene da pane, da acqua o da qualche cibo, quando si copre con il sacco e la cenere o si lamenta, è amato, bello e gradito. Ma è più gradito quando umilia se stesso, “scioglie le catene” dell’empietà e “toglie i legami” della menzogna. Allora “la sua luce sorgerà come l’aurora, e davanti a lui camminerà la sua giustizia. Sarà come un giardino irrigato, come una sorgente le cui acque non inaridiscono” (Is 58,6ss).
Le Parole dei Papi
Perché questi dottori della legge non capivano i segni del tempo? E chiedevano un segnale straordinario? Gesù glielo ha dato. Perché non capivano? Prima di tutto perché erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la Legge benissimo. Un capolavoro. Tutti gli ebrei sapevano che cosa si poteva fare e che cosa non si poteva fare, era tutto sistemato. E loro erano sicuri lì. Loro non capivano che Dio è il Dio delle sorprese. Che Dio è sempre nuovo. Mai rinnega sé stesso. Mai. Ma ci sorprende sempre. E loro non capivano e si chiudevano in quel sistema, fatto con tanta buona volontà, e chiedevano a Gesù: “Ma dacci un segno!”, e non capivano i tanti segni che faceva Gesù e che indicavano che il tempo era maturo. Chiusura. Secondo, avevano dimenticato che loro erano un popolo in cammino. E quando uno è in cammino, sempre trova cose nuove: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, sono chiuso, o sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma, o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo, in Gesù, quello che ha fatto, è morto, è risorto, ed è finita la storia, o credo che il cammino va avanti, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi? Queste domande possiamo porcele oggi e chiedere al Signore un cuore che ami la Legge, perché è la Legge di Dio, che ami anche le sorprese di Dio, e che sappia che questa Legge santa non è fine a sé stessa. (Papa Francesco – Omelia Santa Marta, 13 ottobre 2014)
“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete. (Mt 7,7)”
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