Venerdì della XXIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Caterina da Genova vedova e mistica (1447-1510)
- B. Maria Luisa Prosperi badessa e mistica (1799-1847)
- Santo del giorno
Oggi la Chiesa celebra: Santissimo Nome di Maria
Prima Lettura
Prima ero un bestemmiatore, ma mi è stata usata misericordia.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
1Tm 1,1-2.12-14
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro.
Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 15 (16)
R. Tu sei, Signore, mia parte di eredità.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità. (Cf. Gv 17,17b.a)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 12 settembre 2025
Può forse un cieco guidare un altro cieco?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,39-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?
Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Parola del Signore.
Santa Caterina da Siena (1347-1380)
terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d’Europa
Appendice, cap. XI, n° 108 (Il dialogo della Divina Provvidenza trad. cb©evangelizo)
Cieco e malato, io che giudico!
Oh fornace d’amore! Grazie, grazie a te, Eterno Padre! A me imperfetta e colma di tenebre, tu il Perfetto, tu la Luce, hai mostrato la perfezione e la strada luminosa della dottrina del tuo unigenito Figlio. Ero morta, mi hai reso la vita! Ero malata, mi hai dato la medicina! E non solo la medicina del Sangue, che col tuo Figlio hai applicato al quel malato che è il genere umano: ma mi hai dato anche contro una segreta infermità una medicina che non conoscevo; mi hai insegnato che non posso in alcun modo giudicare una creatura ragionevole e soprattutto i tuoi servitori!
Ero cieca e malata! Quante volte le ho giudicate col pretesto del tuo onore e della salvezza delle anime! Ti ringrazio quindi, Bontà sovrana ed eterna, perché facendomi scoprire la tua verità e gli inganni del demonio e le illusioni, mi hai fatto conoscere la mia infermità! Te ne supplico per la tua grazia e la tua misericordia, finiscano oggi i miei errori! Non mi allontani più ormai dalla dottrina donatami dalla tua Bontà, io e chiunque vorrà seguirla. Senza te nulla si può fare! Perciò ricorro a te, sei il mio rifugio, eterno Padre, e non solo per me ti imploro, ma anche per il mondo intero, e soprattutto per il corpo mistico della santa Chiesa.
Le Parole dei Papi
L’odierna pagina evangelica presenta brevi parabole, con le quali Gesù vuole indicare ai suoi discepoli la strada da percorrere per vivere con saggezza. Con l’interrogativo: «Può forse un cieco guidare un altro cieco?» (Lc 6, 39), Egli vuole sottolineare che una guida non può essere cieca, ma deve vedere bene, cioè deve possedere la saggezza per guidare con saggezza, altrimenti rischia di causare dei danni alle persone che a lei si affidano. […] E Gesù prende in prestito una espressione sapienziale per indicare se stesso come modello di maestro e guida da seguire: «Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro» (v.40).
È un invito a seguire il suo esempio e il suo insegnamento per essere guide sicure e sagge. […] Nel brano di oggi troviamo un’altra frase significativa, quella che esorta a non essere presuntuosi e ipocriti. Dice così: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (v.41). Tante volte, lo sappiamo tutti, è più facile o comodo scorgere e condannare i difetti e i peccati altrui, senza riuscire a vedere i propri con altrettanta lucidità. Tutti abbiamo difetti, tutti! E dobbiamo esserne consapevoli e, prima di condannare gli altri, dobbiamo guardare noi stessi dentro. In questo modo possiamo agire in modo credibile, con umiltà, testimoniando la carità. (Papa Francesco – Angelus, 3 marzo 2019)
“Pace a questa casa. (Lc 10,5)”
Accendi una Luce per un tuo caro
Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.





