Tutti i Santi, solennità
- S. Nuño (Nonio) Álvares Pereiraoblato O.C. (1360-1431)
- B. Tivadar Gyrgy Romžavescovo e martire (1911-1947)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 7,2-4.9-14
Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 23 (24)
R. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.
Seconda Lettura
Vedremo Dio così come egli è.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 3,1-3
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro. (Mt 11,28)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 1 novembre 2025
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
San Basilio (ca 330-379)
monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Grandi regole monastiche, § 2 (trad.adv@evangelizo.org)
“E gli altri nove dove sono?”
Dopo aver offeso il benefattore con la nostra indifferenza di fronte ai suoi gesti di bontà, non siamo stati tuttavia abbandonati dalla bontà del Signore né privati del suo amore, anzi, siamo stati sottratti alla morte e restituiti alla vita per mezzo di nostro Signor Gesù Cristo. E il modo con cui siamo stati salvati è degno di un’ammirazione ancora più grande. “Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo” (Fil 2,6-7). Ha preso le nostre debolezze, ha portato le nostre sofferenze, è stato ucciso per noi per salvarci con le sue ferite, ci ha riscattato dalla maledizione facendosi maledizione per noi (Is 53,4-5; Gal 3,13); ha sofferto la morte più infamante per condurci alla vita di gloria. E non gli è bastato ridare la vita a coloro che erano morti, li ha rivestiti della dignità divina ed ha preparato per loro nel riposo eterno una felicità che supera ogni immaginazione umana. Che cosa potremo dare in cambio al Signore per tutto quanto ci ha dato? E’ così buono che non chiede nulla in compenso ai suoi doni: si accontenta di essere amato.
Le Parole dei Papi
Oggi la Chiesa celebra la festa di tutti i Santi. […] Uomini e donne che la storia dei grandi ha spesso ignorato, perché la perla preziosa della loro testimonianza è stata ricoperta dell’umiltà e del nascondimento. […] Ognuno dei Santi è una piccola luce, ma irripetibile. Ha vissuto fino in fondo la propria chiamata ad essere pienamente se stesso, secondo l’originalità stupenda che il Creatore aveva posto in lui. Ora, unito misteriosamente al coro di miriadi di altri fratelli, illumina lo scenario a volte così scuro di questo mondo, e lo invita a sperare, ad avere fiducia, testimoniandogli come la santità di Dio non si smentisce, non cessa di comunicarsi, di associare a sé uomini e donne semplici, ricchi solo di una disarmata disponibilità, di un umile, trasparente abbandono. (San Giovanni Paolo II – Angelus, 1° novembre 1986)





