Ascolta subito la favola di Jean de La Fontaine “La lepre e le rane”

Ciao a tutti, bambini e bambine e adulti di tutto il mondo! Come state?

Questa sera vi leggo una favola di Jean de La Fontaine “La lepre e le rane” , come sempre dichiara un grande insegnamento. Io però aspetto sempre i vostri commenti al riguardo, ditemi se vi è rimasto qualcosa di quello che ho letto e se avete trovato utile quello che ho letto.

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La lepre e le rane
La lepre e le rane

Una lepre un po’ fifona passeggiava lentamente in mezzo a un grande prato, lamentandosi di come fosse ingiusta la sua vita.
“Noi lepri siamo costrette a vivere nella paura. Gli uomini ci cacciano, per farci in salmì. I cani ci rincorrono. Le aquile possono scendere in picchiata e portarci via dalla prateria”
Fece un grande sospiro, poi continuò: “Quale animale può essere più infelice di noi lepri? Di sicuro siamo le creature più paurose e sfortunate del mondo! Dobbiamo sempre nasconderci e scappare”.

Mentre finiva di dire tra sé queste parole, udì un fruscìo tra l’erba. Spaventata, corse via con tutta la velocità che aveva nelle sue lunghe zampe, fino a che non giunse a uno stagno.
“Qui sarò al sicuro”, pensò.

Alcune rane gracidavano tranquille sulla riva dello stagno. Appena notarono la lepre, venne a tutte la pelle d’oca (esatto, anche se erano delle rane…)
“CRAK! Che paura! CRACK”, esclamarono in coro, e si tuffarono subito in acqua.

La lepre a quella vista spalancò gli occhi sorpresa. “Possibile che quelle rane si siano tuffate per colpa mia? Allora non sono l’animale più pauroso del mondo! Le rane sono messe molto peggio delle lepri…”.

Con questa piccola avventura, la lepre capì che non era l’unica ad avere problemi e paure, ma tutti gli animali -come le persone- hanno i propri timori e pericoli. 

Morale: 1 La prima morale è quella di non essere tristi di fronte alle difficoltà

2:La seconda morale de “La lepre e le rane” è più nascosta. La storia ci insegna che non dobbiamo avere paura degli altri, perché a volte non c’è ragione di essere spaventati.

Allora, cosa ne pensate?

Vi auguro una serena notte, in compagnia del nostro angioletto Eugenio a popolare i vostri sogni.

Buonanotte dalla vostra Francesca

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