la cicala e la formica
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Leggi e ascolta la favola di Esopo: “La cicala e la formica”

Ciao amiche ed amici di tutto il mondo!

Oggi ho il piacere di leggervi la storia di Esopo “La cicala e la formica”

Esòpo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; 620 a.C.circa – Delfi, 564 a.C.) è stato uno scrittore greco antico, contemporaneo di Creso e Pisistrato (VI secolo a.C.), noto per le sue favole. Le sue opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. (Wikipedia)

Leggiamo insieme

Versione Originale (tradotta in latino da Fedro)

Olim garrula cicada in frondosa silva canebat, laboriosa formica autem assidue laborabat.

Cicada formicam videt et bestiolae industriam ita vituperat: “Stulta formica, cur vitam tuam in opera dissipas? Ego contra in umbra requiesco, vitam laetam et sine curis ago et agricolas delecto”.

At sedula formica cicadae pigritiam contemnit, nec insolentiam curat, sed in sua opera perseverat.

Cum autem hiemens venit propter pristinam industriam formicae magna copia micarum est et cum laetitia vivit; cicada, contra, neglegentia sua escas non habet et in miseria est.

Tunc formicam implorat: “Da mihi, quaeso, paucas micas quia famelica sum”.

Sed improvidae cicadae formica respondet: “Antea canebas, nunc salta!”.

Traduzione Letterale in italiano

Un tempo una cicala chiacchierona cantava in una selva, mentre una formica laboriosa lavorava assiduamente.

La cicala vide la formica e in questo modo criticò il lavoro della bestiola: “Stolta formica, perché sprechi la tua vita nel lavoro? Al contrario, io mi rilasso all’ombra, vivo una vita lieta e senza preoccupazioni e faccio rallegrare i contadini”.

Tuttavia la diligente formica disprezzò la pigrizia della cicala e non badò alla sua insolenza ma perseverò nel suo lavoro.

Però quando giunge l’inverno, grazie al suo precedente impegno, c’è grande abbondanza di briciole e la formica vive con letizia; la cicala, al contrario, a causa della sua negligenza non ha cibo e si trova in uno stato di miseria.

Allora implora la formica: “Dammi poche briciole, per favore, poiché sono affamata”.

Ma la formica risponde alla cicala sprovveduta: “Prima cantavi, ora balla!”.

Buonanotte e sogni d’oro dal vostro Remigio Ruberto ♥

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