condivisione dei pani

Il Vangelo del giorno 8 gennaio 2026

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Oggi è il giorno:
Sabato 10 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

8 gennaio dopo l’Epifania

Prima Lettura

Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-10
 
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di  lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 71 (72)

R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.
 
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero. R.
 
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)

Alleluia.

Il Vangelo del giorno 8 gennaio 2026

Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,34-44
 
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Parola del Signore.

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)

sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Omelie sul Vangelo di Matteo, 49, 1-3 (trad. cb@evangelizo)

La moltiplicazione dei pani

Consideriamo l’abbandono confidente dei discepoli alla provvidenza di Dio nelle più grandi necessità della vita ed il loro disprezzo per una vita lussuosa: erano dodici e avevano solo cinque pani e due pesci. Non si preoccupavano delle cose materiali; tutto il loro zelo era riservato allo spirito. Inoltre non hanno tenuto per sé queste provviste: le hanno subito consegnate al Salvatore quando lui gliele ha chieste. Impariamo da questo esempio a condividere ciò che abbiamo con chi è nel bisogno, anche se abbiamo poco. Quando Gesù chiede loro di portargli i cinque pani, essi non dicono: “E dopo che resterà per noi? Dove troveremo quanto ci serve per le nostre necessità?” Obbediscono subito. (…) Il Signore ha preso i pani, li ha spezzati ed ha affidato ai discepoli l’onore di distribuirli. Non voleva solo onorarli con questo servizio, ma farli partecipare al miracolo per esserne testimoni ben convinti e perché non scordassero quanto avevano visto. (…) Attraverso loro fa sedere la gente e distribuisce il pane, affinché ognuno di loro possa testimoniare il miracolo che si è compiuto nelle loro mani. (…) Tutto in questo avvenimento – il luogo deserto, la terra brulla, il poco pane e i pochi pesci, la distribuzione delle stesse cose a tutti senza preferenze, per cui ognuno ha quanto il suo vicino – tutto ci dice l’umiltà, la frugalità, e la carità fraterna. Amarci gli uni gli altri, mettere tutto in comune fra coloro che servono lo stesso Dio, ecco cosa ci insegna qui il nostro Salvatore.

LE PAROLE DEI PAPI

Proprio quando il sole declina e la fame cresce, mentre gli apostoli stessi chiedono di congedare la gente, Cristo ci sorprende con la sua misericordia. Egli ha compassione del popolo affamato e invita i suoi discepoli a prendersene cura: la fame non è un bisogno che non c’entra con l’annuncio del Regno e la testimonianza della salvezza. Al contrario, questa fame riguarda la nostra relazione con Dio. Cinque pani e due pesci, tuttavia, non sembrano proprio sufficienti a sfamare il popolo: all’apparenza ragionevoli, i calcoli dei discepoli palesano invece la loro poca fede. Perché, in realtà, con Gesù c’è tutto quello che serve per dare forza e senso alla nostra vita. All’appello della fame, infatti, Egli risponde con il segno della condivisione: alza gli occhi, recita la benedizione, spezza il pane e dà da mangiare a tutti i presenti (cfr v. 16). I gesti del Signore non inaugurano un complesso rituale magico, ma testimoniano con semplicità la riconoscenza verso il Padre, la preghiera filiale di Cristo e la comunione fraterna che lo Spirito Santo sostiene. Per moltiplicare pani e pesci, Gesù divide quelli che ci sono: proprio così bastano per tutti, anzi, sovrabbondano. Dopo aver mangiato – e mangiato a sazietà – ne portarono via dodici ceste (cfr v. 17). Questa è la logica che salva il popolo affamato: Gesù opera secondo lo stile di Dio, insegnando a fare altrettanto. (Leone XIV – Santa Messa nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 giugno 2025)

🕯️

“Sia benedetto il Signore che ogni giorno porta i nostri pesi. (Sal 68,19)”

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