7 gennaio dopo l’Epifania
- S. Raimondo de Peñafort sacerdote O.P. (1175-1275)
- B. Lindalva Justo de Oliveira suora FdC e martire († 1993)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 3,22– 4,6
Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.
Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 2
R. Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli.
Voglio annunciare il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Chiedimi e ti darò in eredità le genti
e in tuo dominio le terre più lontane». R.
E ora, siate saggi, o sovrani;
lasciatevi correggere, o giudici della terra;
servite il Signore con timore
e rallegratevi con tremore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno,
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 7 gennaio 2026
Il regno dei cieli è vicino.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,12-17.23-25
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.
Sant’Efrem Siro (ca 306-373)
diacono in Siria, dottore della Chiesa
Inno I sulla Risurrezione (trad. cb@evangelizo)
“Il popolo che abitava nelle tenebre ha visto una grande luce”
Gesù, nostro Signore, il Cristo,
ci è apparso dal seno di suo Padre.
È venuto a tirarci fuori dalle tenebre
e ci ha illuminato della sua luce gioiosa.
Il giorno s’è levato per gli uomini;
la potenza delle tenebre è respinta.
Dalla sua luce s’è levata per noi una luce
che ha illuminato i nostri occhi oscurati.
Ha fatto sorgere la sua gloria sul mondo
ed ha illuminato gli abissi più profondi.
La morte è annientata, le tenebre sono scomparse,
le porte dell’inferno sono frantumate.
Ha illuminato tutte le creature
nelle tenebre dai tempi antichi.
Ha compiuto la salvezza e ci ha donato la vita;
poi verrà nella gloria
e illuminerà gli occhi di tutti coloro che l’avranno atteso.
Viene il nostro Re, nella sua grande gloria:
accendiamo le nostre lampade, andiamogli incontro (Mt 25,6);
rallegriamoci in lui così come lui si è rallegrato in noi
e ci rallegra con la sua luce gloriosa.
Fratelli miei, levatevi, preparatevi
per rendere grazie al nostro Re e nostro Salvatore
che verrà nella sua gloria e ci rallegrerà
con la sua luce gioiosa nel Regno.
LE PAROLE DEI PAPI
Ora, Gesù ci dice che il regno dei cieli è vicino, che Dio è vicino. Ecco la novità, il primo messaggio: Dio non è lontano, Colui che abita i cieli è sceso in terra, si è fatto uomo. Ha tolto le barriere, ha azzerato le distanze. Non ce lo siamo meritato noi: Egli è disceso, ci è venuto incontro. E questa vicinanza di Dio al suo popolo è un’abitudine sua, dall’inizio, anche dall’Antico Testamento. Diceva Lui al popolo: “Pensa: quale popolo ha i suoi dei così vicini, come io sono vicino a te?” (cfr Dt 4,7). E questa vicinanza si è fatta carne in Gesù. È un messaggio di gioia: Dio è venuto a visitarci di persona, facendosi uomo. Non ha preso la nostra condizione umana per senso di responsabilità, no, ma per amore. Per amore ha preso la nostra umanità, perché si prende quello che si ama. E Dio ha preso la nostra umanità perché ci ama e gratuitamente ci vuole dare quella salvezza che da soli non possiamo darci. Egli desidera stare con noi, donarci la bellezza di vivere, la pace del cuore, la gioia di essere perdonati e di sentirci amati. (Francesco – Messa nella Domenica della Parola di Dio, 26 gennaio 2020)
“L'umiltà precede la gloria. (Pr 15,33)”
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