San Giovanni, apostolo ed evangelista, festa
- S. Giovanni apostolo ed evangelista (festa)
- B. Odoardo Focherini giornalista e martire (1907-1944)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 1,1-4
Figlioli miei, quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 96 (97)
R. Gioite, giusti, nel Signore.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.
Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore;
ti acclama il coro degli apostoli.
Alleluia.
Il Vangelo del giorno 27 dicembre 2025
L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,2-8
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Parola del Signore.
Origene (ca 185-253)
sacerdote e teologo
Commento al vangelo di Giovanni, I, 21-25 (trad. cb@evangelizo)
“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, …”
Credo che i quattro vangeli siano elementi essenziali della fede della Chiesa…, e credo che le primizie dei vangeli siano nel… vangelo di Giovanni che, per parlare di colui del quale altri hanno fatto la genealogia, comincia da colui che non ne ha alcuna. Infatti Matteo, scrivendo per gli ebrei che attendevano il discendente di Abramo e di Davide, dice: «Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo» (Mt 1,1); e Marco, ben sapendo ciò che scrive, mette: «Inizio del vangelo» (Mc 1,1). La fine del Vangelo la troviamo in Giovanni: è «il Verbo che era in principio», la Parola di Dio (Gv 1,1). Ma anche Luca lascia a colui che ha reclinato il capo sul petto di Gesù (Gv 13,25) i discorsi più profondi e perfetti su Gesù. Nessuno ha mostrato la sua divinità in modo così assoluto come Giovanni, che gli ha fatto dire: «Io sono la luce del mondo», « Io sono la via, la verità e la vita», «Io sono la risurrezione», «Io sono la porta», «Io sono il buon pastore» (8,12; 14,6; 11,25; 10,9.11) e, nell’Apocalisse, «Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine» (22,13). Bisogna quindi osare di dire che, di tutte le Scritture, i Vangeli sono le primizie e che, tra i Vangeli, la primizia è quello di Giovanni, di cui può capire il significato profondo solo chi ha posto il suo capo sul petto di Gesù ed ha ricevuto da Gesù Maria per madre (Gv 19,27)… Quando Gesù dice a sua madre: «Ecco tuo figlio» e non: «Ecco, anche quest’uomo è tuo figlio», è come se le dicesse: «Ecco tuo figlio, che hai generato». Infatti chi è arrivato alla perfezione «non è più lui che vive, ma Cristo vive in lui» (Gal 2,20)… Occorre dire quale intelligenza sia necessaria per interpretare degnamente la parola posta nei tesori di creta (2Cor 4,7) di un linguaggio quotidiano? In questa lettera che può essere letta da chiunque, questa parola resa udibile da una voce che sentono coloro che si pongono in suo ascolto? Poiché, per interpretare esattamente il Vangelo di Giovanni, bisogna poter dire in tutta verità: «Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo, per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato» (1Cor 2,16.12).
LE PAROLE DEI PAPI
Nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato (cfr Gv 20,1-8), Giovanni ci racconta quella mattina inimmaginabile che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. Figuriamocela, quella mattina: alle prime luci dell’alba del giorno dopo il sabato, attorno alla tomba di Gesù tutti si mettono a correre. Maria di Magdala corre ad avvisare i discepoli; Pietro e Giovanni corrono verso il sepolcro… Tutti corrono, tutti sentono l’urgenza di muoversi: non c’è tempo da perdere, bisogna affrettarsi… (…) I discepoli di Gesù corrono perché hanno ricevuto la notizia che il corpo di Gesù è sparito dalla tomba. I cuori di Maria di Magdala, di Simon Pietro, di Giovanni sono pieni d’amore e battono all’impazzata dopo il distacco che sembrava definitivo. Forse si riaccende in loro la speranza di rivedere il volto del Signore! Come in quel primo giorno quando aveva promesso: «Venite e vedrete» (Gv 1,39). Chi corre più forte è Giovanni, certamente perché è più giovane, ma anche perché non ha smesso di sperare dopo aver visto coi suoi occhi Gesù morire in croce; e anche perché è stato vicino a Maria, e per questo è stato “contagiato” dalla sua fede. Quando noi sentiamo che la fede viene meno o è tiepida, andiamo da Lei, Maria, e Lei ci insegnerà, ci capirà, ci farà sentire la fede. (Papa Francesco – Veglia di preghiera con i giovani italiani, 11 agosto 2018)





