Venerdì della I settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Josè Vaz presbitero e fondatore (1651-1711)
- B. Giuseppe A. Tovini terziario francescano (1841-1897)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.
Dal primo libro di Samuèle
1Sam 8,4-7.1Sam 10-22a
In quei giorni, si radunarono tutti gli anziani d’Israele e vennero da Samuèle a Rama. Gli dissero: «Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non camminano sulle tue orme. Stabilisci quindi per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli».
Agli occhi di Samuèle la proposta dispiacque, perché avevano detto: «Dacci un re che sia nostro giudice». Perciò Samuèle pregò il Signore. Il Signore disse a Samuèle: «Ascolta la voce del popolo, qualunque cosa ti dicano, perché non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di loro».
Samuèle riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. Disse: «Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, li farà capi di migliaia e capi di cinquantine, li costringerà ad arare i suoi campi, mietere le sue messi e apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. Prenderà pure i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li darà ai suoi ministri. Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi cortigiani e ai suoi ministri. Vi prenderà i servi e le serve, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. Metterà la decima sulle vostre greggi e voi stessi diventerete suoi servi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà».
Il popolo rifiutò di ascoltare la voce di Samuèle e disse: «No! Ci sia un re su di noi. Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie».
Samuèle ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all’orecchio del Signore. Il Signore disse a Samuèle: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 88 (89)
R. Canterò in eterno l’amore del Signore.
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7,16)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 16 gennaio 2026
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,1-12
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Parola del Signore.
Il coraggio di scoperchiare il tetto: la nostra riflessione
Nel Vangelo di oggi (Mc 2,1-12), restiamo colpiti dalla determinazione di quelle quattro persone che portano il paralitico. Non si fermano davanti alla folla, non si scoraggiano davanti a una porta chiusa. Decidono di “scoperchiare il tetto”.
Questa immagine ci tocca profondamente. Durante il lungo cammino della malattia di Eugenio, quante volte abbiamo cercato, insieme a tanti amici e medici, di “scoperchiare il tetto” della speranza? Quando il cancro infantile sembra chiudere ogni porta e togliere il respiro, la fede, l’amore e la scienza diventano quelle mani robuste che sollevano la barella, cercando instancabilmente la presenza di Gesù.
Il Vangelo dice che Gesù, vedendo la loro fede, agisce. Non guarda solo il malato, ma guarda il coraggio di chi lo sostiene. Anche noi, nel dolore, abbiamo imparato che nella lotta contro il tumore non si è mai soli: c’è una comunità che prega, che sostiene i lembi di quella barella e che aiuta a non perdere di vista la luce, anche quando il tetto sembra sigillato.
Oggi chiediamo al Signore la stessa grinta di quegli uomini: la forza di non arrenderci davanti alle fatiche della vita e la grazia di saper portare i pesi l’uno dell’altro, certi che l’amore di Dio per Eugenio, e per tutti noi, è un cammino che non si interrompe mai.
San Pietro Crisologo (ca 406-450)
vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Discorso 50; PL 52, 339 (trad. cb@evangelizo)
“Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?”
“Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”. Con queste parole, egli voleva essere riconosciuto come Dio, mentre si nascondeva ancora agli occhi umani sotto l’apparenza di un uomo. Per le sue manifestazioni di potenza e i suoi miracoli, veniva paragonato ai profeti; eppure proprio grazie a lui e grazie alla sua potenza, loro avevano operato miracoli. Concedere il perdono dei peccati non è in potere dell’uomo; è il segno distintivo di Dio. In questo modo egli introduceva la sua divinità nei cuori umani. Ne è dimostrazione il livore dei farisei. Rispondono: “Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?” O fariseo, credi di sapere e non sei altro che un ignorante! Credi di celebrare la divinità e invece la rinneghi! Credi di dare testimonianza e invece menti! Se rimette i peccati Dio, perché non ammetti la divinità di Cristo? Ha potuto concedere il perdono di un solo peccato proprio perché ha cancellato i peccati del mondo intero. “Ecco l’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). Perché tu possa comprendere i segni più potenti della sua divinità, ascoltalo. Sì, egli ha penetrato il mistero del tuo cuore. Guardalo; è giunto fino ai recessi dei tuoi pensieri. Comprendi colui che mette a nudo le intenzioni segrete del tuo cuore.
LE PAROLE DEI PAPI
«Che meraviglioso esempio di guarigione! L’azione di Cristo è una diretta risposta alla fede di quelle persone, alla speranza che ripongono in Lui, all’amore che dimostrano di avere gli uni per gli altri. E quindi Gesù guarisce, ma non guarisce semplicemente la paralisi, guarisce tutto, perdona i peccati, rinnova la vita del paralitico e dei suoi amici. Fa nascere di nuovo, diciamo così. Una guarigione fisica e spirituale, tutto insieme, frutto di un incontro personale e sociale. Immaginiamo come questa amicizia, e la fede di tutti i presenti in quella casa, siano cresciute grazie al gesto di Gesù. L’incontro guaritore con Gesù! E allora ci chiediamo: in che modo possiamo aiutare a guarire il nostro mondo, oggi? Come discepoli del Signore Gesù, che è medico delle anime e dei corpi, siamo chiamati a continuare «la sua opera di guarigione e di salvezza» (CCC, 1421) in senso fisico, sociale e spirituale». (Francesco – Udienza generale, 5 agosto 2020)






