Dal Vangelo secondo Luca Lc 17,26-37

Il Vangelo del giorno 14 novembre 2025

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Domenica 18 gennaio 2026
Ascoltiamo insieme

Leggi e ascolta il Vangelo del giorno 14 novembre 2025

Venerdì della XXXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

Dal libro della Sapienza
Sap 13,1-9
 
Davvero vani per natura tutti gli uomini
che vivevano nell’ignoranza di Dio,
e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è,
né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.
Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce,
la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo
essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi,
pensino quanto è superiore il loro sovrano,
perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.
Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia,
pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.
Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature
per analogia si contempla il loro autore.
Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,
perché essi facilmente s’ingannano
cercando Dio e volendolo trovare.
Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura
e si lasciano prendere dall’apparenza
perché le cose viste sono belle.
Neppure costoro però sono scusabili,
perché, se sono riusciti a conoscere tanto
da poter esplorare il mondo,
come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 18 (19)

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.
 
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)

Alleluia.

Il Vangelo del giorno 14 novembre 2025

Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.

Gesù parla ai discepoli

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,26-37
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Parola del Signore.

Il Vangelo del giorno
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Il Vangelo del giorno 14 novembre 2025
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San Romano il Melode (?-ca 560)

compositore d’inni greco

Inno di Noè, str. 11ss (SC 99)

“Come nel giorno di Noè”

Il saggio Noè s’imbarcò nell’arca per ordine di Dio, con i figli e le loro mogli, in tutto solo otto persone. Senza posa il servo pregava così: “Non farmi morire coi peccatori, mio Salvatore, poiché già vedo il caos impadronirsi della creazione e tutto è scosso da paura. (…) Le nuvole son pronte, il cielo minaccioso, gli angeli accorrono anticipando la tua collera”. A queste parole Dio chiuse l’arca e la sigillò, mentre il suo fedele gridava: “Salva tutti dalla tua ira, per l’amore che hai per noi, redentore dell’universo”. Dall’alto del cielo il giudice allora diede un ordine: subito si aprirono le cateratte, precipitarono le piogge, torrenti d’acqua e grandine, da un capo all’altro del mondo. (…) Tale fu l’effetto dell’ira di Dio, perché gli uomini avevano perseverato nella loro ostinazione e non si erano preoccupati di pregarlo con fede: “Salva tutti dalla tua ira, per l’amore che hai per noi, redentore dell’universo”. (…) Il Creatore ama vedere coloro che ha fatti a sua immagine (Gen 1,26); ecco perché mette da parte i suoi santi per salvarli. Noè aprì, guardò il cielo ed esclamò: “Non scoraggiamoci, coraggio!” E subito il santo (…) lascia la colomba, che torna verso sera con un ramo d’ulivo nel becco, che annuncia simbolicamente la misericordia di Dio. Allora Noè esce dall’arca, come dalla sua tomba, ed esclama: “Salva tutti dalla tua ira, per l’amore che hai per noi, redentore dell’universo”. La corruzione e l’iniquità sono morte; l’uomo dal cuore diritto trionfa per mezzo della fede, poiché ha trovato grazia. Allora il giusto (Gen 6,9) offrì al Signore un sacrificio senza macchia con forte supplica; il creatore ne respirò il piacevole profumo e dichiarò: “Mai più l’universo perirà nel diluvio, anche se tutti conducono una vita cattiva. Oggi concludo con loro un’alleanza irrevocabile. Mostro come segno il mio arco a tutti gli abitanti della terra, affinché m’invochino così: ‘Salva tutti dalla tua ira, per l’amore che hai per noi, redentore dell’universo'”.

Le Parole dei Papi

Dobbiamo essere svegli, attenti, vigilanti. Gesù ci avverte: c’è il pericolo di non accorgerci della sua venuta ed essere impreparati alla sua visita. Ho ricordato altre volte quanto diceva Sant’Agostino: «Temo il Signore che passa», cioè temo che Lui passi e io non lo riconosca! Infatti, di quelle persone del tempo di Noè, Gesù dice che mangiavano e bevevano «e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti» (v. 39). Facciamo attenzione a questo: non si accorsero di nulla! Erano presi dalle loro cose e non si resero conto che stava per venire il diluvio. (…)  Proviamo a chiederci: sono consapevole di ciò che vivo, sono attento, sono sveglio? Cerco di riconoscere la presenza di Dio nelle situazioni quotidiane, oppure sono distratto e un po’ travolto dalle cose? Se non ci accorgiamo oggi della sua venuta, saremo impreparati anche quando verrà alla fine dei tempi. (Papa FrancescoAngelus, 27 novembre 2022)

Accendi una Luce per un tuo caro

Un piccolo gesto di preghiera nella nostra comunione spirituale.

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