Il fiore che non aveva fretta – favola di primavera
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Le favole della buonanotte
Il fiore che non aveva fretta
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20 Marzo 2026
Nel giardino dove le farfalle sussurrano e i fiori danzano, Lino è un bocciolo che non ha fretta di sbocciare. Con l’aiuto di Sara, una bambina che sa aspettare, scoprirà che la bellezza nasce quando ci si sente amati. Una favola tenera e luminosa, perfetta per accompagnare i bambini nella sera del 20 marzo, primo giorno di primavera.

Il fiore che non aveva fretta – favola di primavera è una storia delicata e poetica per bambini, che celebra la pazienza, l’amore e la fiducia nel proprio tempo, attraverso il dialogo tra un piccolo fiore e una bambina gentile.

Nel cuore di un giardino nascosto, dove le farfalle parlavano in silenzio e le coccinelle facevano il girotondo, viveva un piccolo fiore di nome Lino. Era diverso dagli altri: mentre tutti sbocciavano in fretta, lui restava chiuso nel suo bocciolo, timido e curioso.

«Dai, Lino!» diceva la margherita. «È primavera! Apriti!» «Non ancora,» rispondeva Lino. «Sto ascoltando il sole.»

Ogni giorno, il sole lo accarezzava con raggi dorati, e il vento gli raccontava storie di nuvole e aquiloni. Ma Lino non si apriva. «Forse non sono pronto,» pensava. «Forse il mio momento è più in là.»

Un giorno, arrivò nel giardino una bambina di nome Sara. Aveva gli occhi pieni di domande e le mani piene di semi. «Che bel fiore!» disse vedendo Lino. «Ma perché non si apre?» La margherita sospirò. «È lento. Forse ha paura.» Sara si avvicinò piano. «Va bene così,» disse. «Anche io ho paura, a volte. Ma quando qualcuno mi aspetta con pazienza, mi sento più forte.»

Da quel giorno, Sara tornò ogni pomeriggio. Non per forzare Lino, ma per raccontargli storie, cantargli canzoni, e portargli un po’ di luce.

E poi, una mattina, accadde.

Lino si aprì. Piano, dolcemente, come un sorriso che nasce dal cuore. Il suo colore era unico: un misto di azzurro e oro, come il cielo che abbraccia il sole.

Tutti i fiori lo guardarono stupiti. «Non abbiamo mai visto nulla di simile!» Sara sorrise. «È il fiore che non aveva fretta. E per questo… è il più bello.»

Da quel giorno, nel giardino si imparò a rispettare il tempo di ogni fiore. Perché la bellezza non ha fretta. E ogni cuore sboccia quando si sente amato.

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