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Leggi e ascolta la favola Il dipinto

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Il dipinto 9

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L’estate era arrivata, puntuale e sicura, una porta aperta sul ritorno a una nuova stagione. Le case dei vacanzieri aprivano i loro battenti, lunghi viaggi per ritrovare le radici di un tempo ideale da assaporare lentamente per risvegliare pensieri stanchi e piatti.

C’era nell’aria un sapore di festa, saluti e racconti per riscoprire insieme legami, relazioni, occasioni, ricordi di un anno di lontananza.

La vicinanza reale tra i vicini di casa era un ponte che esprimeva sostegno e sicurezza, accoglienza e complicità, amicizia e rispetto. Il panorama era unico: mare, monti e dolci colline ad abbracciare una bellezza ancora incontaminata e immutata nel corso del tempo.

F. amava dipingere e ogni mattina posizionava il cavalletto sul piccolo balcone accanto casa mia. Dal lungo corridoio del piano superiore potevo osservarlo, guardare con curiosità e interesse il suo impegno costante nel ritrarre il paesaggio, pennellate di colore vivo e intenso, la bellezza catturata in ventagli di luce che sembravano abbracciare ricordi, emozioni, sentimenti.

In quel dipinto, che vedevo pian piano prendere forma e vigore, scoprivo l’intensità dell’impronta del Caravaggio, il suo unico e particolare risalto di chiaro-scuro, di luci ed ombre, il contrasto tra la vita e la sua assenza.

Da quella estate sono passaati tanti anni, F. non è più con noi e le stagioni non sono più le stesse, le case hanno sentito l’eco di nuovi passi e accolto altri nuclei familiari. Ho sentito, forte, il desiderio di materializzare il ricordo di F. e ho chiesto alla moglie una sua tela. Il quadro, nella mia casa di città, è diventato per me un oggetto prezioso e quasi sacro, la testimonianza di una estate vera e vitale, la bellezza incontaminata di un tempo ideale che gli anni non hanno sbiadito.

Questo regalo per me rappresenta il desiderio di scoprire e ritrovare ogni giorno le radici, l’amore per la vita e il suo divenire, la bellezza da ammirare e custodire, il ricordo dell’estate che, nonostante tutto, conserva i suoi colori e regala sempre nuove emozioni, il viaggio del ritorno che non può essere dimenticato. La memoria del tempo è la spinta che mi aiuta ad andare avanti, a guardare il futuro ripercorrendo le orme di un passato ancora vivo.

Scritto da Laura Alberico

Pubblicato:24 Marzo 2021

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