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Ascolta subito la favola con morale di Jean de La Fontaine “I ladri e l’asino”

Ciao a tutti, bambini e bambine e adulti di tutto il mondo! Come state?

Questa sera vi leggo una favola di Jean de La Fontaine “I ladri e l’asino“, come sempre dichiara un grande insegnamento. Io però aspetto sempre i vostri commenti al riguardo, ditemi se vi è rimasto qualcosa di quello che ho letto e se avete trovato utile quello che ho letto.

asino
I ladri e l’asino
I ladri e l’asino

Due ladri avevano rubato un bel somarello da un paese vicino. Soddisfatti del bottino, avevano camminato per un po’ tra le montagne e, giunti in un posto sicuro, si erano fermati a riposare.
“Che bell’asino abbiamo rubato!”, disse soddisfatto il primo ladro, che era smilzo e alto come un lampione.
“È stato davvero un bel colpo!”, confermò il secondo ladro, che, a differenza del complice, era basso e rotondo come una botte di vino.
“Mia moglie sarà contenta, quando lo porterò a casa”, riprese il ladro smilzo.
“A casa tua? Quell’asinello è mio e piacerà molto ai miei bambini”, ribatté quello rotondo.
(Se la cosa vi stupisce, ebbene sì: anche i ladri hanno mogli e a volte bambini. I nostri due ladri, inoltre, erano criminali alla buona, che rubavano solo qualche cosa da mangiare per le proprie famiglie. Sarebbe stato meglio cercarsi un lavoro onesto, ma questa è un’altra storia!).

Ben presto la conversazione tra i due si trasformò in una grande litigata. Il tono delle loro voci si alzava sempre di più, fino a che non iniziarono a urlare e gridare come pazzi. Si erano forse dimenticati che la professione del ladro richiede silenzio e prudenza?

Eccoli là, lo smilzo e il rotondo a gridare a squarciagola tra le montagne.
“L’asino è mio!” “No, lo tengo io!” “Lo prendo io!” “No, io!”
La litigata era su per giù così e nel frattempo il povero asinello se ne stava là, in mezzo al frastuono, confuso e affamato.
Tutto quello che desiderava era tornarsene nella sua piccola stalla il prima possibile.

Ma di improvviso accadde qualcosa di inaspettato. Un giovane pastore, che passava spesso per le montagne con le sue capre, sentì tutto quel rumore. Attirato dalle grida dei ladri, si avvicinò al luogo dove i due si erano fermati a litigare. Quando li vide così impegnati a urlare, e notò che un bell’asino era tutto solo in disparte, non ci pensò due volte: si avvicinò piano piano e portò via con sé l’asinello.

Immaginatevi la sorpresa dello smilzo e del rotondo, quando alzarono gli occhi e non videro più il loro bottino!
Per colpa delle loro lamentele, adesso nessuno avrebbe potuto portare a casa l’asino.

E l’asino, che fine fece?

Se volete saperlo… l’asinello fu molto fortunato. Il pastore era un giovane buono e generoso, che trattava tutti i suoi animali con pazienza e amore. Da quel giorno l’asinello ebbe a disposizione una stalla grande il doppio della precedente, buon cibo e buona compagnia (di capre).

Morale della favola I ladri e l’asino

La favola insegna che litigare con urla e sberci non porta a nulla, ma anzi, spesso, ad arrabbiarsi con i propri amici, non ci guadagna nessuno dei due. Meglio piuttosto parlare con calma e chiarire la situazione, se non vogliamo che qualcun altro se ne approfitti!

Allora, cosa ne pensate?

Vi auguro una serena notte, in compagnia del nostro angioletto Eugenio a popolare i vostri sogni.

Buonanotte dalla vostra Francesca

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